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INTERVISTA A JESSICA PERUZZO

L’importanza di conoscere i grandi carnivori d’Italia

Il libro per chiunque abbia desiderio a capire qualcosa di più su lupi, orsi, linci e sciacalli dorati rispetto a quanto si legge sulle pagine di cronaca

L’importanza di conoscere i grandi carnivori d’Italia

Stefano Brambilla Stefano Brambilla 11 ore fa

Più che mai oggi abbiamo bisogno di conoscere i grandi carnivori che vivono nel nostro Paese. Di capire il loro comportamento, di saperne leggere le tracce, di ragionare su come poter vivere insieme a loro. Per questo un libro come I grandi carnivori d’Italia scritto da Jessica Peruzzo e pubblicato da Ricca editore è un’aggiunta preziosa non solo per lo scaffale del naturalista, ma anche per chiunque abbia desiderio a capire qualcosa di più su lupi, orsi, linci e sciacalli dorati rispetto a quanto si legge sulle pagine di cronaca.

Jessica Peruzzo

Jessica Peruzzo ©

Peruzzo è una giovane naturalista, fotografa e divulgatrice che è arrivata alla scrittura dopo anni di studio e attività sul campo. «Mi sono laureata in Gestione del territorio e dell’ambiente appena prima del Covid – racconta – con una tesi sulla percezione del ritorno del lupo sulle montagne vicentine, il territorio dove sono cresciuta. A quell’epoca, nel 2019, era un argomento di cui ancora non si parlava tanto e molti conoscenti mi hanno chiesto di saperne di più, così ho ampliato la tesi e l’ho trasformata in un libro. Ma mai avrei pensato che avesse così tanto riscontro: ho iniziato a essere intervistata, mi hanno chiamata i giornali e persino le tv locali. Dal lupo agli altri predatori il passo è breve: le domande, soprattutto nel Triveneto, vertevano spesso anche su orsi e sciacalli, così ho approfondito lo studio dei grandi carnivori, li ho osservati sul campo, mi sono confrontata con ricercatori ed esperti, in modo da essere preparata su ciascuno dei grandi carnivori».

Intervista dopo intervista, conferenza dopo conferenza, Jessica è diventata una divulgatrice sempre più esperta.

«L’esperienza sul territorio e il confronto con il pubblico mi hanno aiutata a capire quali fossero le incomprensioni più diffuse, le fake news, i punti più delicati rispetto al rapporto con i grandi carnivori. Intanto continuavo a scrivere, tanto da avere materiale per un libro».

Il resto è storia: Ricca editore si è dimostrato subito interessato e ha trasformato in realtà l’idea di Peruzzo. «È stata una grandissima soddisfazione – sorride – visto che Ricca è un punto di riferimento nell’editoria naturalistica italiana».

Lince

Lince con radiocollare. © Tiziano Fiorenza

Ne è nato così un agile volumetto che esplora tutti gli aspetti legati alle quattro specie di grandi carnivori che popolano il territorio italiano: biologia, ecologia, storia e rapporti con l’uomo, quadro normativo, sfide legate alla conservazione, con ampio spazio dedicato al monitoraggio degli animali, alla prevenzione degli incidenti, alle soluzioni per una coesistenza pacifica con ognuno di loro.

Il punto forte è proprio l’intreccio tra rigorosità scientifica (la bibliografia è molto nutrita) e il linguaggio sempre chiaro e accessibile, evidentemente mutuato dall’esperienza con il grande pubblico.

Soprattutto, è evidente l’equilibrio di Peruzzo nel trattare l’argomento, cercando di non schierarsi mai né dalla parte degli animali né da quella degli esseri umani e puntando su un’informazione più precisa possibile per chi si avvicina all’argomento magari per la prima volta. Molte immagini corredano il testo: sia degli animali nella loro bellezza, sia di tracce, predazioni, ambienti frequentati dai grandi carnivori, metodi di monitoraggio.

«Oltre alle mie foto, sono presenti anche molte immagini di diversi fotografi e professionisti, che mi hanno concesso i loro scatti – spiega Peruzzo – è stato un lungo lavoro corale di cui sono molto grata».

lupi

Interazioni tra lupi. © Jessica Peruzzo

Vista la sua esperienza, chiediamo a Peruzzo come stia cambiando la percezione verso orso e lupo, i due carnivori su cui si focalizza l’opinione pubblica (sciacallo dorato e lince sono ancora troppo poco conosciuti o localizzati perché il grande pubblico abbia un’opinione su di loro).

«È difficile dirlo, perché alle mie serate vengono perlopiù persone informate, non si presenta quasi mai dal vivo chi è fortemente scettico. Però devo dire che per quanto riguarda il lupo le persone stanno a poco a poco capendo che la coesistenza è possibile. Mi sembra che dieci anni fa – quando i lupi stavano ancora avanzando sulle Alpi – tutti pensassero che ci avrebbero sbranato, oggi meno. Per l’orso sulle Alpi, invece, la sensibilità è molto cambiata dopo la morte di Andrea Papi, il runner che si è trovato di fronte un’orsa mentre correva nei boschi».

Di qui l’importanza a continuare a spiegare come ci si comporta quando si incontra un orso, quali accortezze prendere, quali i passi da seguire.

«L’informazione è al primo posto, sempre. Mi arrabbio quando sento politici o giornalisti che diffondono fake news e fanno terrorismo psicologico» spiega Peruzzo.

«E poi ci vuole sempre una gestione basata sulla scienza, non su sensazioni “di pancia”. Se c’è un orso che la scienza individua come problematico – perché ogni individuo è diverso dall’altro ed è possibile che un orso diventi per esempio troppo confidente con l’uomo o si avvicini troppo spesso agli allevamenti – io sono per il suo controllo e la sua gestione, anche per il suo abbattimento se necessario. A volte il dibattito pubblico tende ad estremizzarsi e concentrarsi sul singolo individuo senza considerare la conservazione della popolazione nel suo complesso, a prescindere dal parere dei ricercatori, senza capire che a volte è meglio sacrificare un individuo per salvarne dieci. Altrimenti il bracconaggio è sempre dietro l’angolo e a rimetterci è tutta la popolazione».

Orso bruno

Orso bruno. © Jessica Peruzzo

La speranza di Peruzzo è che questi animali possano essere capiti da tutti, a partire dal fatto che i predatori apicali sono essenziali per il benessere di tutto l’ecosistema, riducendo per esempio il sovrapascolo causato dagli ungulati e permettendo il controllo degli esemplari malati.

«Bisognerebbe farli diventare oggetto di ammirazione, anche utilizzandoli per l’ecoturismo, come emblema di un territorio ecologicamente sano come fanno in Paesi vicini a noi. Basta guardare la Slovenia, dove fotografi, amanti della natura e anche famiglie si appostano in costosi capanni per ammirare da vicino gli orsi. In Spagna fanno lo stesso con le linci pardine, in Romania con gli sciacalli dorati. Perché non usiamo orso e lupo anche noi a vantaggio dei nostri territori?» conclude l’autrice.

 

grandi carnivori

 

“I grandi carnivori d’Italia – L’orso, il lupo, lo sciacallo dorato e la lince”

di Jessica Peruzzo

178 pagine, euro 22 Euro

Ricca editore

 

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