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PERFORMANCE STABILI E CONSOLIDATE

L’Italia tra i Paesi europei più virtuosi nel riciclo degli imballaggi in alluminio

All'Assemblea Annuale CIAL presentati i dati: il sistema nazionale anticipa i target UE del 2030, con un tasso del 69,5% nel 2025

L’Italia tra i Paesi europei più virtuosi nel riciclo degli imballaggi in alluminio
© CIAL

Redazione Redazione 9 ore fa

Nella filiera del riciclo degli imballaggi in alluminio, l’Italia ha raggiunto ancora una volta traguardi stabilmente superiori agli obiettivi europei: nel 2025 il sistema nazionale non solo centra i target UE al 2025 (50%), ma anticipa ancora una volta anche quelli al 2030 (60%), grazie a una filiera consolidata e capace di gestire volumi in crescita.

Durante l’Assemblea Pubblica Annuale di CIAL – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, sono stati pubblicati i dati che hanno confermato il consolidamento di un sistema industriale maturo, capace di gestire quantità crescenti di materiale garantendo standard ambientali di eccellenza.

I dati del 2025 in Italia

Nel 2025, il tasso di riciclo degli imballaggi in alluminio si è attestato al 69,5%, prossimo alla media del 70% degli ultimi anni, con un recupero complessivo pari al 72,9%.

Il lieve calo di due punti percentuali rispetto al dato 2024 rettificato (71,4%) non riflette un peggioramento delle performance, ma è diretta conseguenza dell’aumento del 7% delle quantità di imballaggi immesse sul mercato, a sua volta frutto di una migliore congiuntura economica e dell’applicazione di nuovi correttivi nel calcolo dell’immesso, inclusa la quota di alluminio presente negli imballaggi compositi.

Le 65.000 tonnellate di imballaggi riciclati rappresentano il livello più alto degli ultimi anni, con un incremento del 4,2% rispetto al 2024.

Questi dati confermano come la filiera sia in grado di assorbire in maniera soddisfacente quantità crescenti di immesso attraverso un sistema di raccolta, selezione e trattamento ormai consolidato su tutto il territorio nazionale. Considerando inoltre la gestione del rifiuto da compositi e i correttivi metodologici introdotti dalle nuove norme europee, il tasso di riciclo del packaging in alluminio nel suo complesso ammonterebbe al 72%.

riciclo degli imballaggi in alluminio

© CIAL

Le lattine per bevande

Anche sul fronte delle lattine per bevande, l’Italia si conferma tra i Paesi più efficienti d’Europa. Il tasso di riciclo per questa specifica tipologia di imballaggio raggiunge nel 2025 il 92,8%, in aumento di 5,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un risultato straordinario, frutto della procedura dedicata di determinazione del tasso di riciclo delle lattine avviata da CIAL nel 2021 e condivisa con Conai.

Si tratta di performance che dimostrano l’efficienza e l’efficacia del sistema nazionale di gestione dei rifiuti, basato sulla raccolta differenziata e il riciclo, in grado di conseguire risultati pari – e in alcuni casi superiori – a quelli dei Paesi europei che da diversi anni hanno adottato il sistema con deposito cauzionale.

In Europa, il tasso medio di riciclo delle lattine per bevande dei sistemi basati sul deposito è attualmente intorno al 92%, mentre il tasso medio complessivo, includendo sia il sistema con deposito sia quelli con raccolta differenziata, è pari al 75%.

Il valore ambientale del riciclo

Il riciclo degli imballaggi in alluminio rappresenta uno dei contributi più significativi alla transizione ecologica. Nel 2025, grazie all’avvio a riciclo di 65.000 tonnellate di imballaggi, si è evitata l’emissione di circa 460 mila tonnellate di CO₂ equivalenti e si è ottenuto un risparmio energetico pari a 205 mila tonnellate equivalenti di petrolio. Valori superiori all’anno precedente, grazie alle maggiori quantità riciclate.

Un risultato reso possibile dalla straordinaria efficienza dell’alluminio: il metallo riciclato richiede infatti solo il 5% dell’energia necessaria per produrre alluminio primario. Un vantaggio ambientale che trasforma ogni imballaggio usato in una vera e propria riserva di energia riutilizzabile, confermando il riciclo dell’alluminio come investimento concreto nella riduzione delle emissioni climalteranti, nel risparmio di risorse naturali e nell’efficienza energetica.

riciclo degli imballaggi in alluminio

© CIAL

Un presidio territoriale diffuso e strategico per l’ambiente

Il sistema consortile continua a rafforzare la propria presenza capillare sul territorio nazionale, con 429 convenzioni attive e una copertura che raggiunge oggi il 79% della popolazione italiana e il 71% dei Comuni. Crescono gli abitanti serviti soprattutto al Nord, con circa 600 mila abitanti in più rispetto al 2024, confermando la solidità delle collaborazioni con i gestori locali e la capacità di operare efficacemente anche nei piccoli centri.

Questo presidio territoriale capillare è un elemento chiave che consente al sistema CIAL di raccogliere, selezionare e riciclare grandi volumi di alluminio, generando benefici ambientali significativi e misurabili per tutta la collettività.

«I dati 2025 confermano ulteriormente la solidità e la maturità del modello italiano di gestione degli imballaggi in alluminio, tra i più virtuosi ed efficienti in Europa. Con 65.000 tonnellate riciclate, un tasso del 92,8% per le lattine e oltre 460 mila tonnellate di CO₂ evitate, la filiera dimostra concretamente come sia possibile coniugare sostenibilità ambientale, efficacia economica e responsabilità condivisa. Un sistema che anticipa già gli obiettivi europei al 2030 e che guarda con fiducia all’applicazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, pronto a confermarsi punto di riferimento per il riciclo di qualità in Europa» sottolinea Carmine Bruno Rea, Presidente di CIAL.

Nuovo scenario normativo europeo

Il 22 gennaio 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’UE il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in vigore dall’11 febbraio 2025 e applicabile a decorrere dal 12 agosto 2026.

Il nuovo quadro normativo introdurrà rilevanti cambiamenti nel settore degli imballaggi, dalla progettazione fino ai sistemi di riciclo. CIAL è attivamente impegnata nei tavoli di lavoro nazionali e internazionali per garantire una transizione fluida e valorizzare i risultati già conseguiti dal sistema italiano.

Tra i temi di maggiore rilievo figura l’introduzione di un’etichettatura ambientale armonizzata, che entro il 12 agosto 2028 dovrà essere presente su tutti gli imballaggi per informare i consumatori sulla corretta destinazione di conferimento. CIAL sta già lavorando in sinergia con le istituzioni europee per anticipare i nuovi standard.

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I numeri CIAL nel 2025

  • 242 imprese consorziate.
  • 429 operatori convenzionati, 248 piattaforme e 11 fonderie su tutto il territorio nazionale garantiscono la raccolta, il trattamento, il riciclo e il recupero dell’alluminio.
  • 5.640 Comuni (il 71% dei Comuni italiani) collaborano con CIAL alla raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio, nell’ambito dell’Accordo Quadro Anci-Conai, su tutto il territorio nazionale. Sono 46,3 milioni di cittadini coinvolti (il 79% degli abitanti italiani serviti).
  • Quantità di imballaggi in alluminio immesse nel mercato italiano: 93.500 tonnellate.
  • Riciclo di 65.000 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 69,5% del mercato. Tasso di riciclo delle lattine per bevande: 92,8%.
  • Recupero totale degli imballaggi in alluminio in Italia (quota di riciclo + quota di imballaggi avviati a recupero energetico): 68.200 tonnellate, pari al 72,9% dell’immesso.
  • Recupero energetico: 3.200 tonnellate (quota di imballaggio sottile avviata al termovalorizzatore).
  • Emissioni di CO₂ evitate grazie al riciclo: 460 mila tonnellate equivalenti.
  • Risparmio energetico: 205 mila tonnellate equivalenti petrolio.

 

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