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le confessioni di una macrobiotica

5 consigli per mangiare bene fuori casa

5 consigli per mangiare bene fuori casa

Silvia Bellano Silvia Bellano 13 Giu 2018

L’estate è decisamente la stagione in cui passiamo meno tempo in casa: feste all’aperto, grigliate, uscite con gli amici, matrimoni, battesimi, comunioni… Sono tutte occasioni di festa in cui tradizionalmente banchettiamo insieme. Devo dire che noi italiani siamo particolarmente portati per organizzare pranzi luculliani in compagnia: in questo siamo imbattibili!

Si sa che in queste occasioni i menu sono spesso molto elaborati, le pietanze prevedono cibo animale a volontà e spesso i piatti sono eccessivamente conditi e fuori stagione. Perciò, chi è molto attento a seguire un’alimentazione equilibrata, è tutt’altro che sereno durante questi festeggiamenti e quello che doveva essere un momento gioioso e conviviale si può trasformare in un incubo alimentare.

Dopo anni di esperienza, in qualità di “salutista” di famiglia, posso dire di avere raggiunto il giusto compromesso per vivere con relativa serenità le feste comandate. Ecco cinque consigli per mangiare bene fuori casa:

1. Al ristorante: informarsi precedentemente sul locale

È molto utile conoscere il tipo di ristorante: spesso sul sito internet troviamo anche i menu, dove possiamo già adocchiare le nostre possibili scelte, eventualmente con varianti (senza formaggio, sugo con un formato di pasta senza uova, antipasto senza salumi etc.). Questo vale ovviamente quando il menu non è prestabilito: se così non fosse, possiamo contattare il responsabile e fare presente che fra gli invitati c’è una persona con esigenze alimentari diverse. Può sembrare una grande scocciatura, ma vi assicuro che si evitano in seguito momenti di gran lunga più imbarazzanti, con piatto vuoto davanti a sé mentre tutti si rimpinzano a dovere!

2. Evitare i secondi

In genere i secondi piatti sono un concentrato di grassi saturi in quantità esagerate, mentre la fibra scarseggia. Preferire piuttosto i primi piatti, in Italia fortunatamente non si fa fatica a chiedere un piatto di pasta con verdure, piuttosto che un riso condito con olio invece che con panna e burro. Al nord è meno facile, ma al centro-sud si trovano anche gustosissimi cereali come farro o orzo cremosi, pasta e fagioli, pasta e ceci etc. Vi consiglio di chiedere sempre se sono cucinati con pancetta o burro, perché spesso nel menu non è indicato. Per riempirsi la pancia questi sono piatti ottimi, completi dal punto di vista nutrizionale.

3. I contorni: scegliere verdure fresche

Informatevi su quali sono le verdure fresche e prendetene una bella porzione come secondo piatto. Ordinate anche due contorni diversi se pensate di non saziarvi. Se siete fortunati, oltre alle classiche patate al forno e alle eterne verdure grigliate in ogni stagione dell’anno, troverete dell’insalata mista o altre proposte di stagione. Evitate verdure surgelate, che in genere sono insaporite con aromi artificiali dato che il loro sapore è praticamente zero.

4. Il dessert:

Inutile dire che i dolci “tradizionali” non sono mai una buona scelta per la nostra salute, a causa della presenza di zucchero, grassi animali e prodotti raffinati che si trovano tutti insieme nella stessa pietanza: un mix tremendo! Se nel menu è presente della frutta fresca, non ci sono dubbi su cosa scegliere. Anche in questo caso, verificate che non venga tagliata e cosparsa di zucchero e chiedetela “al naturale”. Se non è prevista e vi sembra scortese saltare il dessert, potete scegliere una macedonia (che sicuramente avrà già dello zucchero) o magari un sorbetto: eviterete almeno alcuni fra degli ingredienti più disastrosi (grassi animali e farine raffinate).

5. A casa di amici o parenti: offrirsi di preparare un piatto

Se arriva un invito per un pranzo, una cena o un aperitivo casalinghi, offritevi di preparare almeno una pietanza. In questo modo non solo riuscirete a sfamarvi, ma se l’ospite ignora il vostro regime alimentare, avrete l’occasione di farglielo presente “tra le righe” offrendo la vostra collaborazione, senza che la vostra appaia come una richiesta di trasformare il suo menu. Ad esempio, se si trattasse di una grigliata e siete vegetariani, potreste offrirvi di preparare un’insalata di riso con legumi e verdure, spiegando che è rinfrescante, gustosa e inoltre tutti possono mangiarla, anche chi non mangia carne.

Ci sarebbe un sesto punto, più teorico e meno pratico, che mi sembra doveroso aggiungere: preparatevi ad essere bersagliati da domande e curiosità sul perché della vostra scelta alimentare. Nonostante la tentazione sia forte, evitate le paternali sul consumo irresponsabile: non faranno che offendere gli altri commensali che si sono appena abbandonati a una scorpacciata decisamente non-sostenibile. Anche se pensate di essere nel giusto, siate comprensivi e spiegate che si tratta di una scelta personale. Se c’è una cosa che ho imparato in tanti anni di “diversità alimentare” (oltre a mangiare decentemente fuori casa), è che con le prediche ecologiste le persone si allontanano, per quanto colpiscano nel segno. Ma c’è un modo infallibile per farle incuriosire e avvicinare a uno stile di vita più green: far assaggiare i vostri squisiti piatti!

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • alimentazione

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