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Scienza
ECOSISTEMI COSTIERI

Microbioma marino, la sentinella della salute del mare

I microrganismi associati ad alghe, coralli e piante marine possono protegge i coralli dallo sbiancamento

Microbioma marino, la sentinella della salute del mare
© Callisto_Schmidt via pixabay.com

Redazione Redazione 57 minuti fa

Quando un ecosistema marino collassa è spesso troppo tardi per riportarlo alle condizioni originarie. È il caso, per esempio, dello sbiancamento dei coralli.

Riuscire a riconoscere in anticipo i segnali che precedono il degrado è una delle principali sfide dell’ecologia, resa ancora più urgente dagli effetti del cambiamento climatico e delle pressioni umane sugli ambienti costieri.

Secondo uno studio dell’Università di Pisa, pubblicato su Trends in Ecology & Evolution, i microrganismi associati ad alghe, coralli e piante marine possono essere utilizzati come sistema di allerta precoce per prevenire il collasso degli ecosistemi marini e come protezione aiutando, per esempio, i coralli a resistere alle ondate di calore riducendone lo sbiancamento

Il microbioma marino

L’insieme di batteri e altri microrganismi che vivono in stretta associazione con alghe, coralli e piante marine costituisce il microbioma marino.

Queste comunità microbiche sono molto sensibili ai cambiamenti ambientali e possono segnalare per tempo quando un ecosistema si sta avvicinando a un punto di non ritorno e contribuire al contempo alla sua protezione.

 

 

Lo studio è stato condotto da Luca Rindi, Alexander H. McGrath e Lisandro Benedetti-Cecchi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, in collaborazione con Ezequiel M. Marzinelli dell’Università di Sydney.

«Se riuscissimo a leggere i segnali che il microbioma invia quando un ecosistema comincia a perdere resilienza, potremmo intervenire prima che il degrado diventi difficilmente reversibile. Ma il microbioma non è solo una sentinella: può anche contribuire a rafforzare la capacità degli ecosistemi di resistere agli stress ambientali, è questa la nuova prospettiva che proponiamo» afferma il professore Rindi.

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Gli ecosistemi marini costieri

Il lavoro nasce dall’attività del gruppo di Ecologia marina del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, che da anni studia la struttura, il funzionamento, la stabilità e la resilienza degli ecosistemi marini costieri.

Le ricerche del gruppo si concentrano in particolare sugli habitat dominati da specie fondatrici, come le foreste di macroalghe e le praterie marine, fondamentali per la biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi costieri.

Le comunità di microrganismi che vivono in questi ecosistemi possono svolgere funzioni essenziali per i loro ospiti: proteggerli dagli agenti patogeni, favorire l’assorbimento dei nutrienti, sostenere la crescita e aiutarli a sopportare meglio gli stress ambientali.

«Comprendere il ruolo del microbioma significa mettere a disposizione nuovi strumenti per chi deve monitorare, gestire e proteggere gli ecosistemi costieri» conclude il professor Lisandro Benedetti-Cecchi.

 

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