L’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia), insieme alle Società scientifiche e alle associazioni aderenti alla Campagna nazionale di prevenzione dei danni alla salute da esposizione alla plastica, ha divulgato il documento: “Inquinamento da mozziconi di sigarette e microplastiche” (scarica qui la pubblicazione).
I mozziconi di sigaretta rappresentano il rifiuto più disperso al mondo: ogni anno ne vengono abbandonati circa 4,5 trilioni, con effetti rilevanti sugli ecosistemi e sulla salute umana.
In Europa i mozziconi di sigarette costituiscono oltre il 23% dei rifiuti presenti sulle spiagge, mentre in Italia si registrano in media 77 mozziconi ogni 100 metri di litorale.
Microplastiche e sostanze tossiche
Il pericolo dei mozziconi di sigaretta si nasconde nei filtri, composti da acetato di cellulosa. Queste sono plastiche non biodegradabili che si frammentano in micro e nanoplastiche.
Un solo mozzicone può contaminare fino a 1000 litri d’acqua con sostanze nocive.
Queste particelle:
- contaminano suolo, acque e catene alimentari;
- rilasciano sostanze tossiche come nicotina, metalli pesanti e idrocarburi;
- possono essere ingerite o inalate, con possibili effetti sulla salute.
Un problema sanitario oltre che ambientale
Il documento evidenzia come il fumo non sia solo un fattore di rischio diretto per la salute, ma anche una fonte di inquinamento diffuso.
In Italia fuma circa un adulto su quattro, con una crescente diffusione tra i giovani e un aumento del policonsumo tra sigarette tradizionali, elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato.
Norme esistenti ma applicazione insufficiente
La normativa italiana vieta l’abbandono dei mozziconi e prevede sanzioni fino a diverse centinaia di euro, rafforzate recentemente anche con l’uso della videosorveglianza. Tuttavia, il fenomeno resta diffuso, segno della necessità di politiche più incisive e coordinate.
La soluzione: prevenzione alla fonte
Secondo i promotori della Campagna, le azioni di raccolta e sensibilizzazione sono utili ma non sufficienti.
La strategia più efficace è intervenire alla radice del problema:
- eliminare i filtri in plastica dalle sigarette;
- rafforzare le politiche antifumo;
- applicare pienamente la responsabilità estesa del produttore;
- vietare le sigarette elettroniche usa e getta.
Eliminare alla fonte questo rifiuto rappresenta una scelta strategica per ridurre l’impatto delle microplastiche e tutelare gli ecosistemi e la salute delle persone.
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