I crimini contro gli animali sono reati particolarmente odiosi, essendo commessi nei confronti di esseri viventi che spesso non possiedono alcuna difesa.
Uno strumento importantissimo per l’accertamento delle responsabilità da parte della Polizia Giudiziaria è costituito dal supporto che veterinari specializzati possono dare nel corso delle indagini, sino ad arrivare alla redazione di perizie che potranno trasformarsi in “prove a carico” dei responsabili.
In aiuto a magistratura e forze di polizia
In Italia è operativo da anni, all’interno delle molteplici attività dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense, diretto dal dottor Rosario Fico, riconosciuto come una delle massime professionalità in questo settore.
Il Centro offre la sua consulenza a magistratura e forze di polizia mettendo a disposizione il proprio know how per individuare i responsabili e le modalità di commissione dei reati consumati a danno degli animali. Fatti che tanto colpiscono l’opinione pubblica e che spesso sono commessi in modo violento ed efferato, non solo per assicurarsi il profitto economico del reato, ma molto spesso per futili motivi.
La scena del crimine, le prove e gli indizi
Il Centro è strutturato in modo analogo a quanto avviene per la medicina forense umana, dove gli anatomo patologi affiancano le loro competenze a quelle di genetisti, esperti balistici e persino entomologi. Per scoprire le responsabilità e ricostruire lo svolgimento di un crimine, proprio come in un romanzo giallo, occorre, infatti, percorrere a ritroso tutti i passaggi che sono stati compiuti per la sua commissione.
Partendo da un’analisi attenta della scena del crimine, dalla quale inizia la raccolta fondamentale delle prove e dove vengono acquisiti tutti gli indizi che potranno poi portare alla ricostruzione delle modalità operative con le quali è stato commesso il crimine e, molto spesso, anche all’identificazione del responsabile.
Magari partendo proprio, come si vede nelle serie televisive, da particolari apparentemente insignificanti, come peli, impronte e perfino larve di insetti.
Per poter allargare il supporto delle attività veterinarie forensi, sempre più richieste da pubblici ministeri e forze dell’ordine, occorre formare professionisti del settore, specializzati proprio nella medicina veterinaria forense.
Un’associazione di professionisti uniti contro i crimini nei confronti degli animali

L’evento di costituzione della Società Italiana delle Scienze Forensi Veterinarie ad Amalfi, nel Salone Morelli dell’Antica Repubblica Marinara.
Con lo scopo di fornire un valido e importante strumento, nel processo di formazione delle figure professionali necessarie a questo lavoro estremamente specialistico, è stata costituita il 25 settembre ad Amalfi, nel Salone Morelli dell’Antica Repubblica Marinara, dove sono custoditi i primi codici del Diritto Marittimo, la Società Italiana delle Scienze Forensi Veterinarie.
I suoi quaranta soci fondatori sono medici veterinari e biologi con diploma di Master di II livello in Scienze Forensi Veterinarie. Professionisti che fanno capo alle università, agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, a vari servizi veterinari pubblici, ma anche alla libera professione. A dimostrazione della volontà di fornire un importante impulso a questo settore, fondamentale per il contrasto ai crimini in danno degli animali, coagulando le migliori professionalità legate al mondo della veterinaria forense.
La collaborazione con l’Università di Napoli
La società, presieduta dal professor Orlando Paciello, professore ordinario di Patologia Veterinaria, ha come vicepresidente il dottor Rosario Fico, che per primo, tredici anni fa, cominciò a tracciare la strada di questo percorso. Che vede proprio nella costituzione della nuova associazione il primo di tanti traguardi che potranno essere raggiunti, grazie anche alla collaborazione con l’Università di Napoli, che da anni organizza un master di II°livello per la formazione di professionisti che vogliano specializzarsi nelle Scienze Forensi Veterinarie.





