Laurent Geslin è un fotografo naturalista di fama internazionale, che esordisce alla regia con “Le linci selvagge” (Lynx), un documentario di 1 ora e 30 minuti frutto di un lungo lavoro di 9 anni di osservazioni ravvicinate, immerso nella natura più selvaggia tra le montagne della Giura, in Svizzera, dove vive un animale superbo, la lince euroasiatica.
Predatore importantissimo per l’ecosistema in cui vive, la presenza della lince risulta indispensabile per mantenere stabile il delicato equilibrio della foresta.
La lince è una specie protetta a livello nazionale ed europeo, altamente vulnerabile a causa delle sue piccole dimensioni e della frammentazione delle colonie sul territorio europeo.
Il documentario “Le linci selvagge” segue una famiglia di linci, la cui vita scorre al ritmo delle stagioni.
Tanti gli eventi che si susseguono nel corso della loro esistenza: la nascita dei piccoli, l’apprendimento delle tecniche di caccia, la conquista del territorio e tutti le difficoltà e i pericoli che comporta.
«Non esistono documentari su questo felino, proprio come non c’erano che poche foto amatoriali prima del mio progetto. Ci sono molti film su leoni, ghepardi, giaguari e altri grandi felini, ma nemmeno uno sulla lince. Tutti i documentari che magari avete visto, sono girati con animali addomesticati o in cattività. E così ho deciso di filmare la lince nel suo habitat. Ma se fotografarla è stato veramente difficile, filmarla lo è ancora di più! È un animale notturno e incredibilmente discreto. Durante la lavorazione, è capitato che io l’abbia persa di vista per quasi otto mesi, anche se la cercavo ogni giorno» afferma il regista Laurent Geslin.
Wanted propone nelle sale cinematografiche italiane questo grande film – che mostra la natura più selvaggia, autentica e incontaminata e che tratta il tema della convivenza tra popolazione umana e animali selvaggi – come evento in sala l’11, 12 e 13 novembre (guarda qui il trailer).
Una sceneggiatura dettata dalla realtà
Nel cuore delle montagne del Giura, uno strano richiamo risuona alla fine dell’inverno. La superba sagoma di una lince boreale si insinua tra i faggi e gli abeti. Sta chiamando la sua compagna. Seguendo la vita di questa coppia e dei suoi gattini, scopriamo un mondo vicino a noi ma poco conosciuto.
- Il regista Laurent Geslin
- Il regista Laurent Geslin
«La storia di questo film è realmente esistita. Tutte le scene, dalle più toccanti alle più drammatiche, io le ho vissute davvero, ma in una cronologia diversa. Così ho voluto usare la mia lunga esperienza di osservazione e di conoscenza del mondo animale per raccontare la storia di una singola lince. La storia è quindi sceneggiata, ma è totalmente vera. Non volevo inventare nulla con un “punto di vista umano”, né cadere nell’antropomorfismo. Non ho mai voluto dare un nome alle linci che ho seguito. Sono creature selvatiche e non lo meritano. Tuttavia, seguendo gli stessi individui, volevo che il pubblico potesse riconoscerlo e si rendesse conto che ogni animale ha la sua personalità. È proprio ciò che ho scoperto in tutti questi anni» spiega Laurent Geslin.
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