Tra i vari aspetti della Natura, quante volte ci siamo soffermati sulla luce? Raramente forse. Ma essa è un elemento importante, pervade la vita di tutti i giorni. La luce in un giorno sereno, la luce in un giorno denso di nubi o, ancora, la luce notturna. La luce riscalda e risplende; da secoli è metafora vivente per gli uomini, religiosa o filosofica. Le seguenti parole sono di un giovane poeta, Novalis, il quale, nel suo libro Inni alla notte, inizia proprio con un elogio della luce, convincente, coinvolgente e illuminante.
Quale vivente, dotato di senso, non ama, tra tutte le meravigliose parvenze dello spazio esteso intorno a sé, la più felice, la luce – coi suoi colori, i suoi raggi e onde;
la sua mite onnipresenza, come giorno che desta.
Come l’anima più interna della vita la respira il mondo colossale delle infaticabili costellazioni, e nuota danzando nel suo flutto azzurro – la respira la pietra scintillante che sempre riposa, la pianta sensitiva che sugge, e la bestia selvaggia, ardente, dalle molte forme – più di tutti però il magnifico straniero dagli occhi pieni di senso, dal passo librante, e dalle labbra ricche di suoni dolcemente schiuse.
Come sovrana della natura terrestre essa chiama ogni forza a innumerevoli permutazioni, annoda e scioglie vincoli infiniti, circonda della sua immagine celeste ogni essere terreno. – La sua presenza sola rivela la maestà splendente dei regni del mondo.
Novalis, Inni alla notte I
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