L’oceano nasconde un’incredibile varietà di vita e di interazioni tra le specie. Tra queste, le aggregazioni multi-specie tra predatori rappresentano un fenomeno affascinante e complesso. Pensiamo, per esempio, alla caccia in gruppo ai grandi banchi di pesci, che dà vita a uno spettacolo di movimenti e strategie che affascina gli scienziati da decenni.
Un recentissimo studio pubblicato su Biology Letters, getta nuova luce su queste complesse dinamiche, rivelando un’inaspettata collaborazione tra due predatori apparentemente molto diversi: il pesce vela Indo-Pacifico (Istiophorus platypterus) e le sterne del genere Onychoprion.
I ricercatori, guidati da Max Licht dell’Università Humboldt di Berlino, hanno studiato le interazioni tra queste due specie al largo della costa orientale della Malesia, utilizzando droni per filmare dall’alto le scene di caccia.
L’analisi dei filmati ha rivelato un comportamento sorprendente: gli attacchi dei pesci vela, caratterizzati da rapidi affondi del rostro contro il banco di pesci, precedevano spesso gli assalti delle sterne.
Questo ha portato i ricercatori a ipotizzare che i pesci vela, in modo involontario, avvantaggiassero gli uccelli.
Una collaborazione di caccia
Alla base di questa collaborazione sta la coesione del banco di prede, principalmente acciughe (Encrasicholina sp.) e sardelle (Amblygaster sp.).
Questi pesci, quando si muovono in gruppo, mantengono una formazione compatta e coordinata, secondo una strategia difensiva che rende difficile per i predatori isolare e catturare singoli individui. Attraverso le immagini aeree riprese dai droni, i ricercatori hanno misurato la coesione del banco analizzando la forma del poligono che lo delimitava: un poligono più ampio indicava una minore coesione, quindi una maggiore vulnerabilità.
Dai video si è notato che gli attacchi dei pesci vela riducevano drasticamente la coesione del banco. Il rapido movimento del pesce vela e i suoi colpi di rostro creavano momenti di dispersione e confusione tra le prede, rendendole più facili da catturare.
Si è visto, inoltre, che le sterne attaccavano con maggiore frequenza subito dopo l’attacco del pesce vela, sfruttando le finestre di opportunità create dalla dispersione del banco.
Più l’attacco della sterna era ravvicinato a quello del pesce vela, minore era la coesione del banco e quindi maggiori le sue probabilità di successo.
I risultati suggeriscono quindi che i pesci vela, pur non traendo alcun beneficio diretto da questa interazione, facilitano la caccia delle sterne, creando un vantaggio unilaterale per gli uccelli.
Due commensali molto diversi
Questa relazione, definita commensalismo, rappresenta un esempio affascinante di come le interazioni tra specie possano essere complesse e inaspettate.
Oltre all’azione dei pesci vela, altri fattori potrebbero contribuire alla diminuzione della coesione del banco, come la presenza minacciosa del pesce vela stesso o l’avvicinarsi delle sterne.
Lo studio evidenzia l’importanza di utilizzare tecnologie innovative, come i droni, per studiare le dinamiche predatorie in mare aperto. Inoltre, apre nuove prospettive per la comprensione delle complesse reti trofiche che regolano gli ecosistemi marini, sottolineando l’interdipendenza tra le specie e la delicatezza di questi equilibri.
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