di Pietro Spirito
Le due orche Port e Starboard, che nel giugno del 2023, nelle acque di Mossel Bay, in Sudafrica, stupirono biologi marini ed esperti di tutto il mondo con le immagini del loro attacco combinato a un grande squalo bianco, sono tornate. Dopo due anni di assenza, nella mattinata di mercoledì 24 settembre, operatori della Marine Dynamics, team di studio, conservazione e tutela dell’ambiente marino a Gansbaai, hanno assistito a un nuovo attacco delle due orche, battezzate appunto Port e Starboard, che stavolta hanno preso di mira un’altra specie di squali presenti nella zona, gli squali bronzei (Carcharhinus brachyurus) o forse sevengills (Notorynchus cepedianus), detti anche squalo manzo (tra le specie più a rischio per la pesca e l’inquinamento).
Poco dopo operatori del Centro Studi Squali di Massa Marittima, lo stesso istituto scientifico che realizzò le riprese dell’attacco allo squalo bianco nel 2023, proprio su indicazione delle guide della Marine Dynamics che fornisce assistenza e supporto alle spedizioni scientifiche dell’istituto italiano, hanno ripreso le due orche ancora nella zona.
Il video, realizzato da Primo Micarelli, biologo marino, responsabile e caposezione del centro Studi Squali, mostra senza ombra di dubbio i due mammiferi cacciatori di squali ancora in perlustrazione.
«L’improvvisa riapparizione delle due orche a Gansbaai dopo due anni di assenza – commenta Micarelli – evidenzia quanto poco si sappia sul comportamento migratorio di questa coppia ormai nota di orche, Port e Starboard, che sin dal 2017 attaccano varie specie di squali con predilezione per gli squali bianchi. Con questa nuova predazione a un’altra specie, ancora non confermato se si tratta di bronzei o sevengills – continua Micarelli – aumenta il rischio che si amplifichi il danno ecologico all’ecosistema marino causato da questa coppia di maschi, ed è perciò importante che vengano finanziate nuove ricerche sul comportamento e le rotte migratorie delle due orche».
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