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IL CANE NELLE SCUOLE – 3

Pet Therapy, un’avventura all’asilo nido

Pet Therapy, un’avventura all’asilo nido

Martina Fugazza Martina Fugazza 24 Ago 2019

Nel 2018 e nel 2019 io e Lars siamo stati coinvolti in un progetto di avvicinamento al cane presso l’asilo nido “Pupo e Pupa” di Cologno Monzese. Ero felice di mettermi alla prova ancora una volta con bambini così piccoli e non scolarizzati, caratteristica che limita molto le attività carta matita che possono essere fatte in un percorso IAA, ma che di certo non frena la genuinità dei piccoli. Nonostante avessi molta fiducia nel mio collega, ero anche pienamente consapevole del suo essere grosso, poco delicato, goffo e incredibilmente entusiasta della vita. Sarebbe stato più facile lavorare con un cane piccolo e tranquillo, che non si sarebbe lasciato influenzare dalla vivacità dei bambini? Certo, ma a noi le cose semplici non piacciono! Ci siamo preparati molto alla sfida che ci aspettava e, al termine di tutto, posso dire che, ancora una volta, Lars non mi ha delusa.

 

Il primo incontro tra i bambini e Lars

La prima parte, fatta in dicembre, è stata dedicata alla conoscenza tra i bambini e Lars, alla scoperta delle caratteristiche del mio collega e delle sue capacità e necessità. I bambini, tutti di età compresa tra l’anno e mezzo e i due anni e mezzo, inizialmente erano intimoriti da quel gigante a quattro zampe che li guardava scodinzolando: con il muso li superava in altezza e si avvicinava a loro annusando curioso i cappucci delle giacche e tentando di prendere i pon pon dei cappellini di lana. Dopo qualche momento, hanno capito il suo modo di esprimersi, riconoscendo i suoi saluti entusiasti, il suo modo di relazionarsi e proporre giochi.

Osservandomi interagire con Lars, hanno imparato a parlargli con voce e corpo, usando le giuste intonazioni e i gesti corretti. Hanno imparato a fermare Lars, quando si avvicinava a loro, dicendo con voce decisa “FERMO”, alzando i palmi ben aperti davanti a sé (segno che, per Lars, significa “non ho nulla in mano e ora non voglio giocare con te”). Le insegnanti mi hanno poi raccontato che i bambini usavano lo stesso sistema per fermare i compagni quando le interazioni tra loro diventavano troppo intense… non avendo però la stessa efficacia! I bambini hanno imparato a dare l’acqua al cagnolone e a spazzolarlo, prendendosi in tal modo cura di un essere così diverso da loro.

 

 

Stimolare le emozioni

La seconda parte del progetto è stata fatta in primavera e ci siamo concentrati su quattro emozioni di base molto presenti nella vita dei bambini: gioia, tristezza, rabbia e paura. Ogni incontro è stato dedicato a un’emozione: è stata raccontata ai bambini una favola con animali protagonisti ed è stato completato un cartellone con disegni di bambini e animali (tra cui cani) che esprimevano quell’emozione. Il tutto è stato completato da disegni artistici e ispirati. D’altronde, i bambini in età prescolare non sono “contaminati” da schemi scolastici e, quando disegnano, disegnano emozioni! Lars ha ovviamente partecipato al completamento dell’opera, calpestando il cartellone, rubando i pennarelli e incoraggiando i suoi amici con annusate e porgendo dei regali (legni, foglie, il suo pupazzo), non molto utili al lavoro, ma idonei a tenere alto il morale della squadra.

In seguito, i bambini hanno creato e fatto un percorso a ostacoli, ripetuto a ogni incontro: prima seduti, poi slalom tra i coni, ancora seduti e di corsa a sdraiarsi su un tappetino. Stesso percorso è poi toccato a me e Lars. Non so chi si sia divertito di più!
Durante l’ultimo incontro, l’esercizio è stato fatto dai bambini insieme al loro amico a quattro zampe, sempre guidato da me.

 

 

Richiamo all’ordine!

Il momento di difficoltà più grande che Lars ha affrontato è stato quando i bambini, stanchi di stare seduti a disegnare, hanno intrapreso una folle corsa in cerchio attorno a noi. Lars avrebbe voluto naturalmente unirsi a loro, ma per ovvie ragioni non gliel’ho permesso. In quel caso si è lasciato sfuggire un singolo abbaio, attirando così l’attenzione dei bambini, fermandoli immediatamente aiutando così le maestre che tentavano di calmarli. Essendo uno degli ultimi incontri, i piccoli ormai conoscevano bene il loro nuovo amico, e alla mia domanda “Cosa ha voluto dirci Lars con questo abbaio?” hanno risposto correttamente “Ha detto: voglio correre anche io!”.

Ci siamo salutati, augurando a chi avrebbe iniziato la scuola materna a settembre una crescita emozionante! Lars ha dimostrato di essere un cane maturo, nonostante il suo entusiasmo e la sua vivacità. Ha dato l’occasione a dei bambini molto piccoli di sentirsi a loro agio in compagnia di un gigante a quattro zampe, ha permesso loro di imparare a mettersi nei panni di qualcuno molto diverso e di andare oltre l’apparenza.
Ho riconosciuto in lui i segni della fatica alla fine di ogni incontro, e gli ho concesso il riposo e le coccole meritate, tra cui qualche leccornia in più, premio che lui, da bravo labrador, adora!

 

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