La valle di Saint-Barthélemy presenta un terreno ideale per l’escursionismo invernale, con una decina di percorsi appositamente segnalati e uno di questi porta in direzione del vasto Plan du Morion.
Siamo saliti fino alla località Porliod, nel comune di Nus e mettiamo le ciaspole presso il Centro sci nordico (1.960 m/slm).
Guardando l’edificio prendiamo a destra seguendo la pista battuta per le ciaspole che passa a fianco del tracciato del fondo, che attraverseremo più in là per poi allontanarci in salita graduale tra gli alberi.

La neve scricchiola sotto i denti delle racchette ma se ci fermiamo un istante il silenzio ci avvolge, e girando lo sguardo all’indietro vediamo all’orizzonte le cime maestose del monte Emilius, della Grivola e il massiccio del Gran Paradiso che dominano il panorama.
Per un istante proviamo la sensazione di essere le uniche creature viventi rimaste al mondo, ma la vista di una casetta lontana sepolta dalla neve e, soprattutto, la traccia di uno sci che ci precede, ci danno un segnale che non siamo soli.

foto Franco Voglino / Annalisa Porporato
Al bivio prendiamo a destra, in salita più graduale, sempre guidati dai cartelli rossi “9-Plan Morion”, arrivando ad un secondo bivio, al limite del bosco, dove prendiamo la traccia più piccola a destra. Attenzione a non prendere l’invitante e ampia pista sulla sinistra, poiché farebbe passare in una zona a rischio valanghe!
Un paesaggio da favola
Con andamento altalenante e ben indicato anche da paletti rossi, il tracciato ci porta a percorrere in diagonale un bel dosso innevato per oltrepassare un rio sommerso e attraversare vasti prati innevati, prima di immergerci nuovamente tra i larici, con alcuni esemplari veramente maestosi degni di un racconto fantasy.

foto Franco Voglino / Annalisa Porporato

foto Franco Voglino / Annalisa Porporato
Raggiunta una radura ci teniamo a destra, vietato andare a sinistra per il rischio valanghe, e la salita si fa dolce mentre il paesaggio diventa aperto, panoramico e di ampio respiro dove è facile immaginare di essere nei grandi spazi innevati del Grande Nord.
I paletti visibili già da lungi si allungano sornioni con andamento rilassante, seguendo le ondulazioni del terreno, mentre tutto attorno lo sguardo spazia sulle cime imponenti che separano dalla Valtournenche, mentre in lontananza, se il meteo lo permette, appaiono le cime del Monte Rosa.

foto Franco Voglino / Annalisa Porporato
Prima di fare ritorno per la medesima via dell’andata ci si può fermare dove ispira il cuore, ma senza andare oltre il cartello rosso “Plan du Morion 2.300 m” poiché oltre si entra in una zona a rischio valanghe.
Il luogo ideale per osservare le stelle
Dove sono le stelle del titolo? Stando ad accurati studi, risulta che la vallata gode di oltre 250 notti serene l’anno. Aggiungendo questo dato al basso inquinamento luminoso, ad una bassa turbolenza atmosferica, ed ad un’elevata insolazione, ecco le caratteristiche ideali per osservare il cielo.
Ed ecco perché ai 1.633 m di Lignan si trova l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma della Valle d’Aosta.
Ultimato nel 2003, è dotato di modernissime attrezzature che consentono di realizzare importanti ricerche scientifiche. Inoltre vi si svolgono attività didattiche, conferenze aperte al pubblico, e visite guidate.
Note
Dati sola andata: 3 km di lunghezza, 350 m di dislivello, tempo al netto delle soste 2h
Pista non battuta da gatti delle nevi, in base all’innevamento necessarie le racchette da neve o i ramponcini da ghiaccio
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulla condizione della neve e sul rischio valanghe al sito https://bollettinovalanghe.regione.vda.it/home
Link utili: www.lovevda.it; www.oavda.it; https://saintbart.it
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