A causa dei cambiamenti climatici aumenta la frequenza e l’intensità dei fenomeni idrometeorologici – come alluvioni, uragani, tifoni e tempeste – che provocano ingenti danni ambientali, fisici ed economici nelle zone colpite.
In questa puntata dedicata alle Nature Based Solutions (NBS) indichiamo quali sono le soluzioni naturali che permettono di affrontare questo problema.
Le NBS si sono rivelate più efficaci delle “infrastrutture grigie” – i sistemi tradizionali, ingegnerizzati – per affrontare i rischi idrogeologici, migliorare la sicurezza idrica e la resilienza al cambiamento climatico. Sono da preferire perché, assumendo un approccio sistemico, apportano benefici multipli, sono meno costose da realizzare e mantenere e sono più durevoli.
I fenomeni idrometeorologici colpiscono sia a livello urbano sia rurale e costiero, ma esistono interventi NBS per entrambe le scale. In particolare, le soluzioni a piccola scala sono al centro di un crescente interesse perché consentono di gestire le acque piovane e rigenerare le aree urbane, sono meno complesse da realizzare e i benefici multipli sono visibili in tempi relativamente brevi.
Intervenire a scala urbana
Le NBS che aiutano a gestire i fenomeni idrometeorologici intensi nelle città sono:
- quelle definite Low impact developments, che comprendono le pavimentazioni permeabili e i tetti verdi che aumentano la capacità di trattenuta idrica e riducono le quantità delle acque di dilavamento. Secondo il report della Commissione Europea “Nature-Based Solutions for Flood Mitigation and Coastal Resilience Analysis of EU-funded Projects”, il tetto verde è in grado di ridurre del 60/70% il volume d’acqua piovana rispetto ai tetti convenzionali;
- i sistemi sostenibili per la gestione delle acque – detti SUDS – che, oltre a ottimizzare la gestione delle acque piovane, migliorano anche la qualità dell’acqua e incrementano la presenza di biodiversità;
- il ripristino delle piane alluvionali con NBS è un’azione che può proteggere dai danni, prevenire l’erosione e migliorare la qualità del suolo. A oggi il 70/90% delle piane alluvionali si trova in uno stato di degrado a causa degli interventi antropici sui corpi idrici.

Intervenire a scala rurale e costiera
Sulle aree costiere, a seconda della latitudine, si può invece intervenire con l’incremento delle formazioni vegetali di mangrovie nelle zone tropicali, le barriere coralline, le distese fangose, le dune e le spiagge, tutte soluzioni che tuttavia richiedono alcune specifiche condizioni ambientali affinché siano efficaci.
Per esempio, le mangrovie necessitano di una certa esposizione, un livello di salinità e specifici quantitativi di nutrienti. Le distese fangose sono maggiormente efficaci nelle zone con onde che hanno una bassa energia, viceversa per le dune, le spiagge e le barriere coralline.

La copertura vegetale
Il ruolo della copertura vegetale per ridurre il rischio di alluvioni e fenomeni simili è essenziale, rendendo l’incremento delle aree verdi una NBS di primo ordine poiché:
- sono in grado di aumentare la capacità di trattenuta delle acque, che vengono poi rilasciate in modo controllato e graduale;
- forniscono co-benefici rispetto ad altre soluzioni tradizionali;
- hanno costi ridotti di realizzazione e manutenzione.
Ricorrere alle NBS è utile anche per raggiungere gli obiettivi delle direttive europee sull’adattamento al cambiamento climatico e sulla gestione dei rischi idrici.

Riferimenti
European Commission “Nature-Based Solutions for Flood Mitigation and Coastal Resilience Analysis of EU-funded Projects”
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