I piccoli gamberi di fiume italiani, nati a inizio estate, sono stati introdotti dai ricercatori e dalle ricercatrici nei corsi d’acqua risultati idonei a seguito delle opportune indagini sanitarie.
Il progetto LIFE Claw, sostenuto dall’Unione Europea attraverso lo strumento finanziario LIFE e coordinato dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ha concluso con successo per il terzo anno l’azione di ripopolamento del gambero di fiume italiano (Austropotamobius pallipes) nei corsi d’acqua dell’area dell’Appennino nordoccidentale in cui le popolazioni della specie sono in declino.
Sono stati oltre 2.000 i giovani esemplari riprodotti nei 4 allevamenti di Fontanigorda (GE), Corniglio (PR), Monchio (PR) e Frignoli (MS), e rilasciati in 9 diversi corsi d’acqua tra Genova, Savona, Parma e Reggio Emilia nel corso dell’estate 2024.
L’attività riproduttiva è stata avviata lo scorso autunno: oltre 400 riproduttori, maschi e femmine, individuati grazie alle indagini bio-ecologiche, genetiche e veterinarie condotte dall’Università degli Studi di Pavia, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, sono stati trasferiti presso i centri di riproduzione emiliani e liguri e dopo poco è avvenuto l’accoppiamento.
A differenza della maggior parte dei crostacei, e dei loro cugini di mare, i gamberi di acqua dolce non hanno una fase larvale, ma alla schiusa i piccoli si presentano già con il medesimo aspetto degli adulti.
Difesa dalle specie invasive
In parallelo è proseguita l’attività di monitoraggio e contenimento dei gamberi alloctoni da parte dei partner coinvolti, ovvero il Consorzio di Bonifica di Piacenza, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, il Parco dell’Appennino tosco-emiliano e l’Università di Pavia.
Le specie invasive che minacciano il gambero italiano sono forti concorrenti e portatrici della peste dei gamberi che è responsabile della rapida contrazione delle popolazioni di A. pallipes.
Gli enti coinvolti si avvalgono della preziosa collaborazione di volontari appartenenti a cinque associazioni piscatorie – Arci Pesca Piacenza, Sezione Provinciale di Piacenza Convenzionata Fipsas A.S.D, Accademia Krons Piacenza O.D.V; C Gev Parma, Arci Pesca Fisa Parma – che hanno intrapreso l’azione di contenimento dopo essere stati formati dai partner di progetto sia con sessioni teoriche sia pratiche.
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