Per la comunità degli studiosi può essere difficile raccogliere i dati necessari per registrare l’andamento della presenza degli insetti, tanto che per alcune specie di farfalle si paventava l’estinzione da alcuni Parchi nazionali, in quanto scomparse da decenni agli avvistamenti.
Grazie alla documentazione caricata negli ultimi quattro anni dai cittadini sul sito di citizen science iNaturalist, sono state riscoperte specie di farfalle che si credevano scomparse dai nostri ecosistemi.
Nella foto in alto: anche le zone mediterranee hanno le loro specie di interesse. Zerynthia cassandra è una farfalla che vive solo nella penisola italiana, protetta da moltissime leggi Italiane ed Europee. Nel Gargano e nel Cilento era segnalata l’ultima volta nel 1977 e nel 1962 e anche di queste si trovano fotografie recenti su iNaturalist

Una specie che probabilmente sta sparendo per motivi simili dall’Appennino è Nymphalis antiopa che il ricercatore non ha incontrato in Appennino dal 1993 e che nel Parco del Gran Sasso non compariva dal 1954 in letteratura. La foto di Stefanodirektor è del 2020 per questo Parco
Lo documenta lo studio “Unstructured citizen science reduces the perception of butterfly local extinctions: the interplay between species traits and user effort” coordinato dall’Università di Firenze, che riporta i risultati della partecipazione degli appassionati di farfalle nel monitoraggio delle specie presenti nei Parchi nazionali italiani. La ricerca, pubblicata sulla rivista Biodiversity and Conservation, rappresenta un caso virtuoso di citizen science e ha permesso di aggiornare gli indici di rischio di estinzione delle circa 250 specie presenti nei Parchi nazionali italiani.
- Erebia pluto. © Stefano Tito/iNaturalist
- Erebia gorge. © Stefano Tito/iNaturalist
Erebia pluto ed Erebia gorge sono probabilmente le specie più amanti del freddo di tutti gli Appennini dove vivono sempre sopra ai 2000 metri e chiaramente sono ad alto rischio di scomparire per il riscaldamento globale. Nei tre Parchi di riferimento per loro (Sibillini, Gran Sasso, Majella erano riportate fino al 1960, 1977 e 1991 dai ricercatori). I cittadini scienziati le hanno confermate dal 2016 al 2021. Le due foto sono entrambe di Stefano Tito il primo che la ha confermate per il Parco dei Sibillini
Responsabile dello studio è Leonardo Dapporto, ricercatore di Zoologia dell’Ateneo fiorentino, che ha guidato il team composto anche dai ricercatori delle Università di Pisa e di Torino e dell’Institute of Evolutionary Biology di Barcellona.
«Con le foto e le informazioni su data e luogo degli scatti, postati sul sito di citizen science iNaturalist, abbiamo raccolto oltre 50.000 testimonianze per l’Italia, molto superiori alle osservazioni che avremmo potuto registrare durante le attività di ricerca sul campo» spiega Dapporto.
Il team di ricercatori ha così potuto confermare la presenza di farfalle di cui non si avevano avvistamenti da alcuni decenni. «Quando di un insetto non si hanno segnalazioni recenti, alla sua specie viene attribuito un indice di rischio di estinzione. Nello studio abbiamo preso in esame specie delle quali non si avevano più avvistamenti dagli anni ’60, dunque con un rischio di estinzione estremamente elevato nei nostri Parchi» conclude il ricercatore dell’Ateneo fiorentino.
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