In Trentino sono stati investiti 57 orsi dal 2002 a oggi. L’ultimo il 26 ottobre, quando un’orsa accompagnata da un piccolo è stata investita da un’auto a Covelo, lungo la strada provinciale che collega Terlago e Vezzano.
L’orsa si è allontanata dopo l’urto e non state diffuse notizie sul suo stato di salute. Le notizie diffuse sui media non rassicuranti, in quanto riferiscono di gravi danni all’automezzo, il che fa temere che l’impatto sia stato forte, al punto da compromettere l’incolumità dell’animale.
Il conducente dell’auto sta bene, ma queste situazioni costituiscono un crescente pericolo sia per la fauna selvatica, sia per gli automobilisti.
Pochi giorni dopo, un presunto lupo (si attendono per la conferma della specie le analisi dell’Istituto Zooprofilattico) è stato investito e ucciso nel Mantovano.
Si allunga, così, l’elenco degli animali selvatici – lupi, orsi ma non solo – a perdere la vita sulle nostre strade.
Dal Trentino alla Lombardia fino all’Abruzzo e alla Calabria, il traffico automobilistico rappresenta, insieme con il bracconaggio, la prima minaccia per la conservazione la fauna italiana.
Verificare le condizioni degli orsi feriti
L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha chiesto alla Provincia Autonoma di Trento la verifica dello stato di salute dell’orsa e di M90, investito il 14 ottobre a Mezzana in Val di Sole al fine di garantire il recupero dell’integrità fisica atta alla vita libera, anche in considerazione della necessità di alimentarsi abbondantemente per poter superare il periodo dell’ibernazione durante la stagione invernale.
Anche la mappa che riporta gli spostamenti di M90 comunicati dal collare fa ritenere che possa aver subito dei danni fisici, perché sembrerebbe essere rimasto quasi fermo per circa una settimana dopo l’incidente, forse perché impossibilitato a muoversi.
Corridoi ecologici
Di fronte al verificarsi sempre più frequentemente di investimenti della fauna selvatica, l’Enpa torna a chiedere che si provveda alla realizzazione dei corridoi ecologici, strutture essenziali al fine di permettere l’interconnettività dei territori, impedendo che i selvatici siano costretti ad attraversare la rete viaria, per spostarsi da un luogo all’altro, secondo lo scandire delle ore del giorno e delle stagioni.
Quella degli investimenti è una minaccia seria per la fauna selvatica, considerando la grave emergenza che da anni sta impoverendo la nostra biodiversità, distrutta tra incendi, alluvioni, terremoti, caccia di frodo.
Prendendo in esame la sola popolazione lupi, il Ministero dell’Ambiente stima che ogni anno ne vengano uccisi almeno 300 esemplari, pari cioè al 10% dell’intera popolazione italiana.
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