La montagna ha una posizione privilegiata per osservare gli effetti del riscaldamento globale e il mondo animale è il termometro dello stato di salute del nostro Pianeta
Gli animali sono protagonisti di molte delle pellicole in concorso alla venticinquesima edizione del Cervino CineMountain, il Festival Internazionale del cinema di montagna più alto d’Europa, in programma a Breuil-Cervinia e Valtournenche dal 6 al 13 agosto.

Dead deer, da “American Scar”
«Uomo non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua orma putrida dietro di te». Così scriveva nel 1879 Fëdor Michajlovic Dostoevskij in I fratelli Karamazov, un invito che ancora oggi trova terreno fertile nell’attualità che vede gli animali protagonisti delle conseguenze inarrestabili del cambiamento climatico.
I trailer di alcune pellicole in concorso
American Scar
Il muro costruito dall’amministrazione Trump per dividere Messico e Stati Uniti e impedire il transito degli umani. E degli animali. È qui che si sta consumando una catastrofe ecologica di vasta portata raccontata dal documentario di Daniel Lombroso, un evento tale da mettere a rischio il futuro della fauna selvatica nordamericana, che, per sopravvivere e prosperare, ha bisogno di un ambiente privo di barriere artificiali.
Haulout
Lo sconcertante resoconto delle conseguenze del riscaldamento globale nell’Artico realizzato dai fratellli Evgenia Arbugaeva e Maxim Arbugaev. Su una costa remota della Siberia, in una fragile capanna battuta dal vento, il biologo Maxim Chaliev attende l’annuale raduno dei trichechi. Il riscaldamento dei mari e l’innalzamento delle temperature determinano, però, un cambiamento drammatico e inaspettato: senza più blocchi di ghiaccio dove riposare nella lunga traversata, i trichechi arrivano stremati e molti non sopravvivono.
Geographies of solitude
La regista Jacquelyn Mills esplora, nei suoi film, l’intima connessione fra uomo e natura. Al Cervino CineMountain presenta un inno sensoriale alla ciclicità della vita. Il film ci conduce, in modo giocoso e irriverente, alla scoperta del ricco ecosistema di Sable Island, al largo della Nuova Scozia, e della sua “custode” Zoe Lucas, biologa e ambientalista che ha vissuto per oltre 40 anni in questo remoto banco di sabbia a forma di mezzaluna nell’Oceano Atlantico.
Il cambiamento climatico e i suoi effetti
I ghiacciai che sembrano tragici specchi di una situazione in continuo e repentino peggioramento. Alla ricerca del ghiaccio perduto è il titolo della serata evento (giovedì 11 agosto ore 21, Centro Congressi Valtournenche) che il Cervino CineMountain, in collaborazione con Grivel, dedica ai ghiacciatori, alle esplorazioni e alle riflessioni sul cambiamento in atto su questi giganti delle montagne: protagonisti saranno Kurt Diemberger, François Cazzanelli, Christophe Profit e Luca Mercalli.
«Da almeno 30 anni i ghiacciai sono in forte condizione di stress ma oggi scopriamo, purtroppo, che anche i ghiacciai che potevano sembrare sicuri, in realtà con condizioni di caldo di questo genere, diventano anch’essi delle zone a rischio» afferma il meterologo, climatologo e divulgatore scientifico.

Sperimentazioni artistiche e fermenti culturali ad alta quota
Il Cervino CineMountain non è solo cinema e si trasforma in agorà per le arti, ospitando mostre, performance visive e musicali, mapping ed esibizioni.
Tra fornelli e vinili, l’artista, dj, cuoco, scrittore, economista e attivista del cibo Donpasta si esibisce mercoledì 10 agosto (ore 11).

Donpasta, tra fornelli e vinili.
Senza posa – Italia K42 di Mario Fantin è il titolo della mostra alla Maison des Guides di Breuil-Cervinia da domenica 7 agosto (ore 11) fino al 6 settembre che presenta al pubblico il taccuino inedito in cui Mario Fantin, che nel 1954 riprese la spedizione del CAI al K2.

Italia K42 di Mario Fantin.
Per la prima volta il Cervino CineMountain ospita il “l’arte del fumetto” e la sua capacità di raccontare la montagna tra sacro e profano. Nella Piazzetta delle Guide di Valtournenche, venerdì 12 agosto alle ore 11, s’incontrano e confrontano il mito dell’arrampicata Manolo, Claudio Getto, in arte Caio, e la fumettista e scrittrice valdostana Katja Centomo.
Sul palcoscenico del Lago Blu, Francesca Cinalli e Paolo De Santi daranno vita a Sinfonia H2O (sabato 13 agosto ore 11).
Expanded Mountain è una nuova finestra che il Festival apre sulla realtà virtuale. Pittura e cinema si incontrano, dando vita ad una nuova forma di espressione artistica, nell’opera di Marco Preti. Centro Congressi di Valtournenche giovedì 11 agosto alle ore 18:30.
Dal 9 al 13 agosto, dalle 17 alle 19 nella Piazzetta delle Guide di Valtournenche, sarà possibile immergersi nell’HYDROCOSMOS di Milad Tangshir, un’esperienza di realtà virtuale immersiva che racconta l’arrivo dell’acqua e l’emergere della vita cosciente in un angolo remoto dell’universo.
Negli Afterfestival la montagna diventa protagonista di performance audiovisive che mescolano immagini di archivio “manipolate” a selezioni musicali, originali e realizzate ad hoc per il Festival.
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