L’allevamento estensivo al pascolo delle mucche da latte è caratterizzato dalla variazione stagionale della dieta degli animali. La qualità e la disponibilità del pascolo, principale fonte di nutrimento, dipendono infatti strettamente dal clima.
L’utilizzo di integratori vegetali naturali nel nutrimento dei ruminanti, in particolare tannini, polifenoli presenti in molte specie vegetali, contribuisce a migliorare il latte, ma i risultati cambiano a seconda della stagione.
La dieta delle mucche al pascolo è stata analizzata nello studio del ricercatore Ruggero Menci del Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania dal titolo “Dietary tannins in extensive farming: how the effects on cow milk and cheese change according to the season” nell’ambito del progetto europeo Horizon 2020 “ProYoungStock: Promoting young stock and cow health and welfare by natural feeding systems”, finanziato da Core Organic.
Il ricercatore spiega che «Ad ogni stagione corrispondono problemi specifici per i ruminanti. Nella stagione “verde” il pascolo contiene molta proteina digeribile, causando alte emissioni di azoto ureico e meteorismo acuto. Nella stagione secca, invece, la dieta si basa su concentrati e foraggi essiccati, con una diminuzione della qualità nutritiva che porta a latte e formaggi di minor qualità o addirittura a maggiori emissioni di metano».
La dieta stagionale può, però, essere “riequilibrata” con l’utilizzo in allevamento estensivo dei tannini, che possono essere integrati nella dieta dei ruminanti scegliendo adeguatamente foraggi, sottoprodotti agro-industriali o anche estratti commerciali.
L’effetto dei tannini ha un interessante potenziale per la salubrità dei prodotti caseari, già documentato dalla ricerca negli ultimi anni. «Abbiamo anche registrato una maggiore efficacia nel ridurre la produzione di metano e di ammoniaca ruminale – spiega Ruggero Menci –. Siamo quindi passati all’applicazione in campo. Delle vacche da latte di razza Modicana di un allevamento estensivo nel comune di Ragusa sono state divise in due gruppi, uno dei quali è stato alimentato con tannini. L’esperimento ha evidenziato che in primavera, l’alimentazione con tannini non ha avuto praticamente effetto sulla qualità di latte e formaggio, mentre in estate il latte delle vacche “tannino” aveva il 10% in meno di urea, un parametro direttamente legato alle emissioni di azoto ureico e, inoltre, una capacità antiossidante superiore. Sono stati ridotti anche alcuni acidi grassi del latte, a conferma dell’effetto dei tannini sulla bioidrogenazione ruminale».
- Campionatura del latte. © Ruggero Menci
- Campionatura del latte. © Ruggero Menci
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