Scienza da una parte, musica dall’altra. Un connubio sempre più frequente e… vincente.
L’ultimo caso riguarda la scomparsa di David Bowie. Una radio belga s’è fatta avanti con una proposta: una nuova costellazione riconducibile al fulmine di Aladdin Sane, album del 1973 dell’artista inglese. In realtà sono stelle che già si conoscono e che fanno parte di specifiche costellazioni; tuttavia, unendole fra loro, è davvero possibile ricostruire in cielo l’immagine evocata da David Bowie nel suo disco. La prova? Basta guardare dalle parti di Marte e individuare un “fulmine” creato dall’unione fra Sigma Librae, Spica, SAO 204, SAO 241, Delta Octantis, Zeta Centauri e Beta.
Non è la prima volta che dietro a una considerazione scientifica si cela lo zampino delle sette note.
Qualche tempo fa Jason Bond, un biologo della East Carolina University, ha scoperto una nuova specie di aracnide, in Alabama. Che nome dargli? Naturalmente quello del suo artista preferito: Neil Young. E così oggi il ragno di Bond risponde al nome di Myrmekiaphila neilyoungi, in onore appunto del musicista canadese.
Qualcosa del genere è accaduto anche per Steve Jones e Sid Vicious, dei Sex Pistols; a loro si riferiscono infatti l’Arcticalymene jonesi e l’Arcticalymene viciousi, trilobiti vissuti milioni di anni fa. Avanti di questo passo ci sono Jerry Garcia, dei Grateful Dead, grazie al quale è stato possibile battezzare una blatta, e Beyoncé, “selezionata” per un tafano.
E in Italia? Non mancano le sorprese. Una fra tutte, quella riferita a Francesco Guccini, storico cantautore emiliano. Nel 1992, Giovanni Sala, un entomologo, ha descritto una nuova sottospecie di farfalla tipica dell’Appennino tosco-emiliano, e dovendole dare un nome s’è inventato Parnassius guccinii. La risposta del cantautore non è tardata e alla scoperta di Sala ha dedicato un intero disco nel 1993, col nome del nuovo lepidottero: il suo.
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