Il Parlamento europeo ha votato a favore di miglioramenti significativi della proposta della Commissione europea per un Regolamento sui prodotti “esenti da deforestazione”. Tra i miglioramenti della proposta legislativa ci sono l’inclusione di “altri terreni boschivi” – oltre alle foreste–; saranno previsti un numero maggiore di controlli sui prodotti; ci saranno definizioni più chiare di termini importanti, come “degrado forestale”; verranno ampliati i prodotti maggiormente responsabili della deforestazione, oltre a carne bovina, soia, olio di palma, gomma, legname, cacao e caffè.
Un chiaro sì alla riduzione dell’impronta ecologica dell’Ue
Anke Schulmeister-Oldenhove, responsabile delle politiche forestali all’Ufficio politiche europee del WWF ha affermato: «Il voto di oggi in Parlamento a favore di una legge forte sulla deforestazione è stato un chiaro sì: un sì alla riduzione dell’impronta ecologica dell’Ue, un sì alla protezione delle foreste e delle savane e ai diritti delle popolazioni indigene. È stato anche un sì alle richieste dei cittadini europei che non vogliono alimentare la distruzione della natura con i loro consumi. Questo messaggio non dovrebbe essere ignorato dagli Stati membri dell’Ue che a giugno avevano indebolito la proposta della Commissione Europea».
Sotto la lente il settore finanziario
La proposta del Parlamento stabilisce che non solo le aziende che immettono prodotti legati alla deforestazione sul mercato dell’Ue dovranno attenersi a una serie di norme per impedirne l’ingresso, ma anche il settore finanziario che sostiene le attività dei deforestatori del mondo.
Una nuova denuncia da parte di quattro ONG (Periodistas por el Planeta, Madre Brava, Somos Monte e Fair Watch) ha evidenziato come i nostri consumi stanno distruggendo le foresta del Gran Chaco in Argentina.
Le foreste vengono rimpiazzate dalle piantagioni di soia, per produrre mangime per gli allevamenti europei. Questo ha causato la perdita di circa 14 milioni di ettari di foresta nel Chaco, area che ospita migliaia di specie animali e vegetali di cui alcune a rischio estinzione, come il giaguaro e l’armadillo gigante.
Oltre ai danni alla biodiversità, le popolazioni indigene spesso vengono espulse dalle loro terre con violenza per far spazio alle nuove coltivazioni.
Nel 2020, attraverso la campagna #Together4Forests guidata dal WWF, 1.2 milioni di cittadini, scienziati e aziende hanno chiesto una legge che garantisse che solo i prodotti privi di distruzione della natura finissero sul mercato dell’Ue.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.






