Oggi 4 agosto si celebra la Giornata Mondiale del Gufo, un importante appuntamento per parlare dei rapaci notturni, magnifiche creature caratterizzate da elementi morfologici e adattativi che li rendono davvero unici come gli occhi frontali, la vista adattata all’oscurità, l’udito straordinariamente performante, il piumaggio silenzioso e fonoassorbente… la loro elusività, favorita dal piumaggio mimetico.
Per celebrare questa giornata il Gruppo Italiano Civette, organizza un evento di grande fascino a Massimeno (TN) il 4 e il 5 agosto, in collaborazione con la Proloco e il Comune. Un appuntamento imperdibile, per chi ama i rapaci notturni.
Quale nostro contributo alla Giornata Mondiale del Gufo abbiamo il piacere di presentarvi un’intervista a uno dei più grandi esperti di rapaci al mondo, il professor Roar Solheim.
Ho avuto il piacere di conoscerlo di persona e averlo ospite anni fa al mio Festival dei gufi e penso che sia uno dei naturalisti più esperti che ho conosciuto nella mia carriera. Anche per questo, ho pensato di intervistarlo per capire meglio la situazione di una specie che lui conosce molto bene, poiché la studia da decenni nei luoghi più selvaggi del pianeta: il circolo polare artico.
La scorsa primavera Solheim è andato in pensione dopo oltre 30 anni trascorsi come curatore del prestigioso Museo di storia naturale e Orto botanico dell’Università di Agder in Norvegia.
Ha girato tutto il mondo per studiare i predatori artici ed è stato inserito nella gloriosa World Owl Hall of fame del Global Owl Project.
La specie in questione è il gufo delle nevi. Anni fa in Italia era chiamata civetta delle nevi e il suo nome scientifico era Nyctea scandiaca, ma una revisione tassonomica legata a nuovi studi di biologia molecolare ha incluso questa specie nel genere Bubo, lo stesso nel quale troviamo il gufo reale Bubo bubo.
Oggi il suo nome scientifico è Bubo scandiacus e, pertanto, si è passati dal chiamarla civetta a gufo delle nevi.
Autore di numerosissimi studi e monografie sui predatori artici sono curioso di conoscere le risposte alle questioni che ho posto su una specie così carismatica come il gufo delle nevi, che anche i più piccoli conoscono grazie al fatto di esser stato un personaggio cruciale nella narrazione di Harry Potter.
Marco Mastrorilli – Sappiamo della tua profonda passione e conoscenza scientifica del Gufo delle nevi.
In generale, come valuti lo stato planetario di questa specie? Sapendo che il gufo delle nevi è distribuito in diversi continenti e in ambienti poco accessibili e con climi ostili, è difficile conoscerne la distribuzione demografica. Esiste una stima recente della popolazione per la sua distribuzione?
Roar Solheim – In effetti il monitoraggio non è semplice, ma la stima della popolazione mondiale è ancora al massimo di circa 30.000 esemplari, ridimensionata a causa dei nuovi dati dell’ISOWG (International Snowy Owl Working Group).
Questo gruppo si occupa di studiare il Gufo delle nevi nel suo habitat ed è nato nel 2007 a Groningen durante la 4th World Owl Conference.
Consiglio agli appassionati di leggere questo articolo recente, che è il frutto di un lavoro di gruppo internazionale ed evidenzia comunque un decremento storico significativo: “Status assessment and conservation priorities for a circumpolar raptor: the Snowy Owl Bubo scandiacus”.
M.M. – Nel corso degli anni con il tuo lavoro hai sviluppato ricerche in Norvegia con i trasmettitori satellitari sui gufi delle nevi norvegesi, hai qualche considerazione in merito, anche sull’uso dei trasmettitori con GPS applicati ai gufi nord americani?
R.S. – Il team norvegese del gufo delle nevi (Karl-Otto Jacobsen, Ingar Jostein Øien e Tomas Aarvak ed io) ha installato i trasmettitori sui gufi delle nevi l’ultima volta nel 2015. All’epoca utilizzavamo trasmettitori satellitari a batteria che inviavano segnali tramite Argos, e questi non tracciavano punti GPS. Il progetto Snowstorm, finanziato dagli Stati Uniti, ha tuttavia installato trasmettitori GPS sui gufi delle nevi (trasmettitori che inviano segnali tramite la rete telefonica), raccogliendo così molti dati sull’habitat che noi in Norvegia finora non avevamo raccolto.
M.M. – Alcuni dei vostri studi e pubblicazioni hanno approfondito la nostra comprensione del piumaggio, permettendoci di comprendere meglio l’età dei singoli uccelli. Questi elementi, attraverso lo studio della muta delle ali, vi stanno aiutando a comprendere meglio l’uso dell’habitat, sia nei siti di riproduzione, sia in quelli di svernamento. Vorresti condividere con noi le scoperte più sorprendenti e interessanti che hai fatto?
R.S. – Studiando le caratteristiche del piumaggio, abbiamo scoperto almeno tre casi in cui femmine di gufo delle nevi di un anno nidificavano in Norvegia. Finora nessuno aveva documentato in precedenza che i gufi delle nevi potessero riprodursi a un anno di età. Tuttavia, non ci si aspetterebbe che i maschi siano in grado di riprodursi da piccoli (ma saranno fertili), perché le femmine probabilmente scelgono solo maschi bianchi più anziani e non sceglierebbero un giovane maschio inesperto come partner.
(continua…)

Per celebrare la Giornata mondiale del Gufo, il Gruppo Italiano Civette organizza una giornata evento di grande fascino a Massimeno (TN), il 4 e 5 agosto 2025. Una giornata con un programma molto interessante e articolato, adatto a tutte le fasce di età. L’evento vedrà ospite speciale lo scrittore e ornitologo Marco Mastrorilli.
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