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Scienza
archeologia

Vada, il centro della produzione di sale durante l’Età del Ferro

Vada, il centro della produzione di sale durante l’Età del Ferro

Redazione Redazione 22 Set 2018

Un villaggio specializzato nella produzione di sale risalente all’ Età del Ferro, vale a dire tra il IX-VIII secolo a.C., è emerso nel corso di una campagna di scavi condotta quest’estate dall’Università di Pisa a Vada, nel comune di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno.

Il settore meridionale dell’area archeologica, in corso di scavo nella campagna 2018. Foto di D.Belcari

 

Così si ricavava il sale

Gli scavi, che hanno visto la partecipazione dei giovani archeologi allievi dei corsi di laurea in Beni culturali e Archeologia, hanno portato alla luce i frammenti di numerosi grandi contenitori e sostegni per focolari che servivano appunto per bollire l’acqua salmastra e, quindi, ricavare il sale.

«La scoperta rivela che le dune costiere su cui poi vennero costruiti gli edifici romani erano in precedenza occupate da un insediamento dove si produceva sale, a conferma della lunga storia della vocazione produttiva di questo territorio – ha spiegato la professoressa Simonetta Menchelli dell’Ateneo pisano –. Infatti, quando Rutilio Namaziano nel 417 d.C. visitò Vada documentò proprio la presenza di saline in piena funzione. La produzione continuò anche in età medievale, menzionata in numerosi documenti d’archivio. Il sale ha poi accompagnato la storia del distretto volterrano sino ai nostri giorni, come dimostrano gli attuali stabilimenti di Saline di Volterra».

Alcuni dei frammenti dei contenitori: presentano sotto l’orlo il caratteristico cordone applicato con impressioni digitali.

 

Emerse anche botteghe romane

Le ricerche degli archeologi hanno, inoltre, portato alla luce anche i resti di alcuni edifici di epoca romana fra cui delle botteghe, in una delle quali è stato individuato un forno da pane; è venuta alla luce persino una schola, vale a dire la sede di rappresentanza di una delle corporazioni che gestiva le attività economiche di Vada Volaterrana, costituita da più ambienti pavimentati in marmo fra cui una grande esedra semicircolare.

 

Gli scavi rientrano in un progetto pluriennale su Vada Volaterrana, il sistema portuale di Volterra in età etrusca e romana, localizzato nel territorio dell’attuale Vada.

Il progetto è realizzato con il contributo delle società Ineos e Inovyn e in collaborazione con il Comune di Rosignano Marittimo e il Museo Archeologico Comunale di Palazzo Bombardieri, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa-Livorno.

Alle attività sul campo, che sono coordinate da Paolo Sangriso, Francesca Bulzomi, Alberto Cafaro, Stefano Genovesi e Silvia Marini, R. Marcheschi, hanno partecipato anche gli allievi della Vada Volaterrana Summer dell’Università di Pisa, molti dei quali provenienti da paesi extra-europei, e anche alcuni studenti del Liceo Fermi di Cecina attraverso i piani di alternanza scuola-lavoro.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

 

 

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