• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Verde urbano contro la criminalità
Prima pagina
Uomo e pianeta
Società
Più alberi e arbusti nei giardini delle nostre città

Verde urbano contro la criminalità

Verde urbano contro la criminalità

Armando Gariboldi Armando Gariboldi 14 Apr 2020

Può il verde urbano contribuire a ridurre la criminalità? È una domanda che mi sono posto dopo aver osservato i vari parchi e giardini pubblici delle nostre città. Infatti, anche negli impianti più recenti, nella stragrande maggioranza dei casi, è del tutto assente la parte arbustiva. Ci sono  aiuole fiorite, prati vedi, alberi per lo più sparsi ma niente arbusti o quasi. Perché?
Mi è stato risposto che è soprattutto per motivi di sicurezza (oltre che per ridurre i costi di manutenzione). Erbe alte, arbusti e alberi in gruppo o dalla chioma troppo densa, che scende al suolo, possono celare la vista e creare nascondigli. E questo favorirebbe lo svolgimento di attività illecite (in primis lo spaccio di droga) o l’appostamento di delinquenti pronti ad aggredirti.

Una tradizione dura a morire

La pensava così anche il re inglese Edoardo I. Già nel 1285 a Londra e nelle principali città del regno aveva imposto un editto in cui obbligava la rimozione di tutta la vegetazione (alberi e arbusti) lungo le strade pubbliche principali. Questo al fine di cercare di ridurre le numerose rapine e aggressioni che avvenivano lungo di esse.

Oggi questa tradizione continua e moltissime amministrazioni delle città occidentali (Italia compresa) si impegnano quotidianamente per rimuovere o evitare che cresca un certo tipo di vegetazione perché si ritiene che nascondi e faciliti atti criminali.

Il verde come antidoto

Francamente queste motivazioni non mi hanno mai convinto del tutto e come me evidentemente la pensano diversi ricercatori, soprattutto statunitensi. Vari studi hanno evidenziato il contrario. Chi vive in ambienti “più verdi” (purché ben tenuti) segnala livelli più bassi di paura, meno incivilità e meno comportamenti aggressivi e violenti diffusi. Con una conseguente riduzione degli atti criminali, sia di quelli contro la proprietà (furti) che di quelli violenti (es. Kuo & Sullivan, 2001).

Sono conclusioni simili a quelle degli studi sul degrado urbano (es. edifici rotti o abbandonati, strade sporche e non tenute, muri imbrattati, ecc.). Ovvero che il degrado “chiama” degrado. Mentre l’ordine, la pulizia e la bellezza attirano situazioni analoghe e orientano in un senso o nell’altro il comportamento delle persone.

L’ex procuratore antimafia Giancarlo Caselli sottolineava esplicitamente come la bellezza (di cui un verde urbano ben tenuto fa parte) sia un vero antidoto contro la criminalità, l’illegalità e le mafie.

Occuparsi di alberi in realtà significa occuparsi anche di persone. Gli amministratori pubblici e gli urbanisti dovrebbero capire che una moderna città, soprattutto oggi in tempi di cambiamenti climatici, non è costituita solo dalle parti edificate o asfaltate, anzi.

Più alberi e arbusti nella progettazione ambientale

Tornando alla progettazione degli spazi verdi, esistono numerose soluzioni che permettono di realizzare parchi e giardini con la presenza anche di boschetti e di siepi senza compromettere le esigenze di sicurezza.
Non tutti i tipi di vegetazione bloccano la visibilità. Un’area erbosa ben curata certamente non ostacola la vista. Gli alberi ampiamente distanziati e con chioma alta hanno un minimo effetto sulla visibilità. Siepi e arbusti di determinate essenze, sviluppo e forma possono addirittura diventare un deterrente a nascondersi (si pensi alle essenze spinose). Certi profumi e colori poi tranquillizzano e “disattivano “ l’aggressività, mentre fiori e arbusti a bassa crescita è improbabile che possano fornire possibile copertura per attività criminali.
In compenso un parco vario e ben tenuto richiama tante persone e fruitori durante ogni ora del giorno. E ciò innesca un processo chiamato “sorveglianza crescente”. Ovvero una maggiore frequentazione di un territorio ne aumenta il controllo diffuso, che a sua volta è un fattore consolidato nel contenimento dell’attività criminali. Come anche dimostrato da uno studio del 2018 condotto da Charles Branas della Columbia University’s di New York e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Jane Jacobs (1961) suggeriva che la semplice presenza di più “occhi sulla strada” scoraggia il crimine. Un concetto posto in primo piano nel famoso studio USA di rigenerazione urbana “Defensible Space” di Oscar Newman (1972).
Dunque la prevenzione del crimine può avvenire anche attraverso la progettazione ambientale.

Che andrebbe però fatta sempre da team interdisciplinari di esperti e non solo da architetti e ingegneri. In particolare di quella degli spazi verdi urbani, che ovviamente devono anche essere ben gestiti e non abbandonati a sé stessi.

Lo dimostrano molte altre ricerche ma anche esperienze concrete e recenti. Comprese alcune a noi vicine come il famoso caso del “boschetto della droga” a Rogoredo (MI).
Il grande scrittore russo Fiodor Dostoiévski diceva che “la bellezza salverà il mondo”. Noi non sappiamo se ciò avverrà, ma intanto essa lo rende di sicuro migliore e più vivibile.

 

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • verde urbano

Potrebbe interessarti:

Al via il secondo ciclo dei webinar sulle api e il verde urbano

Al via il secondo ciclo dei webinar sulle api e il verde urbano

Zoomafie, così la criminalità organizzata fa soldi a danno degli animali

Zoomafie, così la criminalità organizzata fa soldi a danno degli animali

Monitorare l’inquinamento urbano con il miele

Monitorare l’inquinamento urbano con il miele

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}