Che porti la pace o la pentola di monete d’oro poco importa: abbiamo bisogno di entrambe. Parliamo dell’arcobaleno, di quello spettacolare fenomeno atmosferico che, secondo gli scienziati, nei prossimi anni è destinato ad aumentare in frequenza proprio a causa dei cambiamenti climatici.
Ma come nasce un arcobaleno? Se prendiamo un prisma trasparente e lo facciamo attraversare dalla luce, questa viene scomposta nei colori dello spettro (violetto, blu, ciano, verde, giallo, arancione, rosso) a causa della diversa inclinazione che i raggi luminosi assumono quando vengono rifratti attraverso un mezzo trasparente. In modo analogo, quando la luce del sole attraversa quei minuscoli prismi che sono le goccioline d’acqua sospese nell’atmosfera, come dopo un temporale, si scompone nei colori che vediamo formare un arco nel cielo.
Per riuscire a vedere un arcobaleno, dobbiamo avere il sole alle spalle. E l’arcobaleno non è un “oggetto”, ma è l’impressione che lascia la luce nei nostri occhi. Ovvero, se ci spostiamo, si sposta anche l’arcobaleno nel cielo.
Un’insolita conseguenza dei cambiamenti climatici
Una ricerca pubblicata su Global Environment Change valuta che come conseguenza dei cambiamenti climatici potrebbe esserci un aumento della frequenza degli arcobaleni in tutto il mondo fino al 5% entro il 2100.
Oltre all’aumento, ci sarà una diversa distribuzione degli arcobaleni nel mondo: circa il 21-34% delle aree terrestri vedrà una diminuzione, mentre il 66-79% ne vedrà aumentare il numero.
Anche se il fenomeno non è di per sé preoccupante, il team di ricerca chiede che anche fenomeni meno tangibili come questo vengano inseriti nelle previsioni dei cambiamenti climatici per evidenziare quanto potrebbe cambiare il nostro mondo naturale.
Dove è più facile osservare gli arcobaleni
Alle Hawaii e sul Tibet. Alle Hawaii «Perché il terreno dell’isola solleva l’aria durante le brezze marine giornaliere, producendo rovesci localizzati circondati da cieli limpidi che lasciano entrare il sole per produrre maestosi arcobaleni» afferma lo scienziato atmosferico Steven Businger, dell’Università delle Hawaii a Mānoa.
In Tibet perché è emerso che le aree con popolazioni più piccole, a quote più elevate e situate a latitudini più alte, come l’altopiano tibetano, beneficeranno maggiormente dell’aumento complessivo dei giorni di arcobaleno.
Il legame tra l’uomo e la natura
A fenomeni effimeri come l’arcobaleno, i miraggi e le aurore gli uomini attribuiscono un significato positivo. Per gli antichi greci, romani, normanni e polinesiani, gli arcobaleni erano un percorso tra la Terra e il Cielo creato dagli dei. Nelle società contemporanee, l’arcobaleno inserito nelle bandiere e negli emblemi simboleggia pace, felicità e uguaglianza.
Fa eccezione il popolo Karen del sud-est asiatico, per il quale l’arcobaleno è un demone pericoloso che mangia i bambini.
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