I violenti fenomeni meteorologici di questa estate evidenziano i rischi dei cambiamenti climatici nell’immediatezza delle nostre vite quotidiane, ma non devono farci dimenticare quella che è forse una delle conseguenze più drammatiche dell’aumento globale della temperatura, ovvero l’innalzamento degli oceani, che mette a rischio vaste aree del pianeta e intere popolazioni costiere e insulari.
Grazie alle osservazioni satellitari del programma TOPEX/Poseidon si è potuto tracciare il livello medio globale del mare nel periodo 1992-2022. È risultato un aumento medio di 10,1 centimetri, con un tasso di innalzamento di 3,9 mm all’anno.

L’innalzamento degli oceani, che mette a rischio vaste aree del pianeta e intere popolazioni costiere e insulari.
Nel 1992, trent’anni fa, scienziati e ingegneri hanno lanciato un satellite per esaminare come le acque si innalzano e si abbassano nel tempo, un lavoro che in precedenza era possibile solo con misurazioni dalla costa, meno precise e più complesse da efFettuare. Il satellite TOPEX/Poseidon è stato lanciato in orbita nel 1992 e ha iniziato a registrare per 30 anni l’altezza della superficie degli oceani in tutto il mondo. I risultati hanno confermato ciò che gli scienziati stavano misurando in precedenza dalle coste: i mari si stanno innalzando e la velocità di questo innalzamento sta accelerando.
Dal 1992, cinque missioni con altimetri simili hanno ripetuto la stessa orbita ogni 10 giorni: TOPEX/Poseidon (dal 1992 al 2006), Jason-1 (dal 2001 al 2013), Ocean Surface Topography Mission/Jason-2 (dal 2008 al 2019), Jason-3 (dal 2016 a oggi) e Sentinel-6 Michael Freilich (dal 2020 a oggi). Le missioni sono state realizzate grazie a diverse collaborazioni tra la NASA, il Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) francese, l’Organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici (EUMETSAT), l’Agenzia spaziale europea (ESA) e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense.
Variazione del livello globale del mare dal lancio di TOPEX/Poseidon 30 anni fa (1992 – 2022).
La mappa mostra le tendenze globali del livello del mare osservate dal 1993 al 2022 da TOPEX/Poseidon, dalle tre missioni Jason e da Sentinel-6 di Michael Freilich. Si notino le variazioni spaziali nel tasso di innalzamento del livello del mare, con alcune parti dell’oceano che si innalzano più velocemente (rappresentate in rosso e arancione intenso) rispetto al tasso globale.
Nel grafico, i massimi e i minimi annuali sono causati dallo scambio di acqua tra terra e mare. «Le piogge e le nevicate invernali nell’emisfero settentrionale spostano l’acqua dall’oceano alla terraferma e ci vuole un po’ di tempo perché questa defluisca nuovamente negli oceani» ha osservato Willis. «Questo effetto provoca di solito circa 1 centimetro di innalzamento e abbassamento ogni anno, con un po’ di più o di meno durante gli anni di El Niño e La Niña. È letteralmente come il battito cardiaco del pianeta».
La documentazione topografica oceanica raccolta dalla missione equivale al lavoro di mezzo milione di mareografi. «Con 30 anni di dati, possiamo finalmente renderci conto dell’enorme impatto che abbiamo sul clima della Terra» ha dichiarato Josh Willis, oceanografo presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) e il project scientist della NASA per Sentinel-6 Michael Freilich. «L’innalzamento del livello del mare causato dall’interferenza dell’uomo sul clima è ormai superiore ai cicli naturali. E sta avvenendo sempre più velocemente ogni decennio».
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