L’acqua di falda freatica costituisce la riserva a lunga durata del ciclo naturale dell’acqua, da non confondersi con le riserve idriche di breve durata come l’umidità nell’atmosfera e i bacini superficiali. Con i satelliti si riesce a monitorare la consistenza e l’andamento di queste risorse, indispensabili per la vita e per lo sviluppo economico dei Paesi. Come? Misurando i cambiamenti nella forza di gravità corrispondenti al variare della massa d’acqua sotterranea.
Secondo le ultime rilevazioni della Nasa (Gravity Recovery and Climate Experiment – GRACE), le riserve idriche nel Nord dell’India stanno diminuendo al ritmo di 30 cm circa all’anno a causa del sovra-sfruttamento per irrigazione e per altre attività umane legate al rapido sviluppo economico della regione.
In India, piano piano, nel sottosuolo delle vaste e popolose aree di Jaiphur e Nuova Delhi, sotto ai campi coltivati a grano, riso e orzo… l’acqua sta scomparendo! Viene, infatti, pompata in superficie con intensità superiore alla sua capacità naturale di rigenerarsi.
Un’emergenza umanitaria è alle porte
Se non si corre subito ai ripari, se non si trova il modo di assicurare uno sfruttamento sostenibile delle risorse idriche, le conseguenze per gli oltre 110 milioni di residenti della regione saranno drammatiche, con gravi carenze di acqua potabile per la popolazione e di fonti di irrigazione per le coltivazioni.
Il processo di rigenerazione delle falde acquifere è lento e non direttamente legato ai fenomeni atmosferici: alcune riserve sono vecchie di migliaia di anni! Quando l’acqua viene pompata per l’uso umano, il ripristino naturale del suo livello può richiedere mesi o anni.
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