Nella dieta dei malati, le differenze nel regime erano dettate da tre fattori: obiettivi, tempo e quantità. L’obiettivo in questo caso era ripristinare la salute; i tempi erano monitorati attentamente dal medico e il cibo era somministrato in quantità controllate. La condotta e il comportamento dietetici erano regolati in modo abbastanza specifico, secondo la tradizione umorale e allopatica della medicina ippocratica. Era prestata maggiore attenzione agli aspetti nutrizionali.
Bere cioccolato non interrompe il digiuno
Quando l’uso del cioccolato fu introdotto nell’Europa occidentale, i suoi effetti euforici furono immediatamente evidenti, e la Chiesa dichiarò che il digiuno religioso sarebbe stato invalidato bevendo cioccolato.
Fu solo nel 1662 che il cardinale Brancaccio dichiarò che liquidum non frangit jejunum, cioè che bere liquido (in questo caso il cioccolato) non costituiva una rottura nel digiuno. Nel frattempo, se gli europei volevano bere cioccolato, avrebbero dovuto farlo solo per ragioni mediche.
Una sostanza salutare
Il concetto di scienza medica nel XVII e XVIII secolo era ancora fortemente influenzato dall’approccio ippocratico-galenico e la terapia si basava su un sistema esclusivamente allopatico, con il quale le malattie “calde” dovevano essere trattate con sostanze o alimenti freddi, così come le malattie “secche” avevano bisogno di cibi e medicinali umidi; pertanto, i medici si affrettarono ad affermare che il cioccolato era una sostanza salutare e usarono questo argomento per promuovere i suoi piacevoli effetti, aumentando, di conseguenza, il commercio redditizio.
L’uso medico del cioccolato
Da questo punto di partenza, la storia dell’uso medico del cioccolato può essere ricostruita attraverso due tipi principali di fonti; la prima riguarda la tradizione mesoamericana: i primi autori a documentare l’adozione del cacao e del cioccolato anche a fini terapeutici, si riferivano alle esperienze delle persone nella Nuova Spagna, senza impegnarsi nell’analisi delle presunte ragioni di queste scelte, ma semplicemente riferendo ciò che avevano osservato.
Il secondo approccio era incentrato sull’identificazione delle qualità del cacao e del cioccolato, nel quadro della medicina ippocratica-galenica: la relazione tra l’equilibrio caldo/freddo negli ingredienti aggiunti alle preparazioni medicinali veniva trattata in modo sistematico.
La ricetta di oggi: Cioccolata alle prugne secche
Ingredienti:
- 1 tazza di latte di mandorle (o latte normale)
- 3 prugne medie
- 2 cucchiai di cacao in polvere scuro
- 1 pizzico di sale
- 1/4 di cucchiaino di vaniglia
Procedimento:
Unire tutti gli ingredienti in un frullatore e miscelare fino a ottenere un composto molto liscio, scaldare delicatamente in una casseruola, quindi servire.
Rileggi la puntata precedente della storia del cioccolato e la prima ricetta qui
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