di Luciano Ruggieri
presidente EBN Italia
«Il senatore Matteo Salvini, si sa, ha l’indiscutibile primato di affrontare argomenti spinosi sempre con il giusto tatto e competenza. Il primato di Salvini questa volta ricade nell’ambito naturalistico: per la prima volta in assoluto a memoria d’uomo, un uomo politico è riuscito a nominare durante un comizio il famoso Piviere tortolino (Charadrius morinellus). Come i naturalisti sanno, il Piviere tortolino è un uccello che nidifica nell’Artico e che ogni anno attraversa l’Italia per andare a svernare in Africa. La specie nidifica in alcune aree alpine dove ritrova a latitudini completamente differenti, il medesimo habitat della tundra artica. Una specie totemica che il riscaldamento globale potrebbe spazzare via dal nostro Paese in pochi decenni e che già si è estinta dalla Majella.
Ma il primato di Salvini non è quello di conoscere la biologia del Piviere tortolino. Nel comizio di Macerata del 6 di settembre 2020, davanti ai pescatori, il Piviere tortolino c’entra come i cavoli a merenda, ma viene citato per una sorprendente associazione d’idee. Infatti l’argomento è come la burocrazia danneggi la pesca, argomento su cui saremmo anche d’accordo, tranne che sull’approccio molto triviale seguito dall’ex premier. “È più facile prendere una multa se hai una rete da pesca a maglie troppo larghe (sic) che se ti beccano con due etti di hascisc a Civitanova”. Intravedete il legame con il Piviere? No?
Neanch’io, ma andiamo avanti. Salvini si dimentica della pesca e si allarga su un tema tipicamente leghista “Io sono uno dei pochi che parla di caccia, la fauna, boschi, lupi e cinghiali perché gli altri su questi argomenti scappano. Cacciatori e pescatori sono i primi che tutelano il territorio. Ogni anno vado alla fiera delle armi a Vicenza; la caccia dà milioni di posti di lavoro ed è una tradizione! Giù le mani dalle nostre tradizioni dei nostri nonni!”
Lo vedete il collegamento con il Piviere tortolino? Non è specie cacciabile e peraltro ce ne sono così pochi che l’interesse sarebbe minimo. Ma il collegamento nella testa del senatore c’è ed è ben chiaro perché ne aveva parlato la settimana prima in Lombardia davanti agli amministratori locali: “A me non piacciono gli ambientalisti da salotto. Adesso vi racconto una cosa che è successa anni fa (nel 2011). C’era un progetto di sostituire in Valtellina una vecchia funivia, una tutta arrugginita, un progetto italo-austriaco da 20 milioni di euro e che cosa capita? La Sovrintendenza lo blocca perché uno a Milano, seduto in poltrona, dice che è possibile, non che sia certo attenzione, che lì vi nidifichi il Piviere tortolino”.
Eccolo il collegamento! Reti da pesca illegali perché a maglia troppo stretta, sviluppo che viene bloccato per colpa di un ambientalista da salotto: per Salvini è un tutt’uno con “i cinghialetti che ci troviamo poi in giardino”.
Una specie di teorema, in cui la difesa dell’Ambiente è contro lo sviluppo economico del Paese, concetti filosofici su cui discettano nei salotti, gli ambientalisti. Quelli, va da sé, che non pescano né scìano.
E nel nuovo millennio, stiamo ancora a parlare di temi degli anni ’70. È questo il triste primato di Salvini…».




