In questo clima di frenesia spesso manca una bussola che possa di nuovo orientarci. Sicuramente però occorre anche cercare questa bussola, non compare in tasca magicamente.
È fuori discussione che i ritmi della vita umana sono cambiati molto, quanto meno laddove persiste un contesto di società di stampo occidentale.
Sul lavoro le tempistiche si sono ridotte, a causa della concorrenza, a causa della crisi, a causa delle varie emergenze, a causa di qualcosa che è sempre un buon motivo per metterci fretta e la tecnologia aiuta, perché oggigiorno la mail arriva in tempi record rispetto alle antiche lettere o comunque non è necessario aspettare il giorno dopo. Quindi se la mail ti è arrivata (e di solito ne arrivano duecento) devi subito muoverti.
Anche nel tempo libero la fretta domina, perché continuiamo a guardare l’orologio temendo che il tempo trascorra più veloce e intanto però passa anche il momento libero tanto agognato.
Nei rapporti con le persone la tragedia è sempre maggiore, perché con il lavoro sempre con sé nello smartphone ogni scusa è buona per guardare lo schermo e, se aggiungiamo la fretta, in pratica non ci ascoltiamo più.
Per non parlare della “psicosi della risposta” causata dalle famose spunte azzurre di una nota app che abbiamo ormai tutti: la gente vede che hai letto? Devi rispondere immediatamente, altrimenti non sei corretto ed educato. E il tempo della risposta? Non si sa, nessuno più parla del tempo. È una cosa assurda parlare del tempo che passa, manca il tempo di farlo e quando capita è solo per sottolineare che oramai è giunto il fine settimana o che sono passati vent’anni dall’ultima volta che ci si è visti.
Insomma, ordinaria amministrazione per tutti. Eppure occorre tornare a noi, ogni giorno, ogni minuto, ogni istante. Difficile, ma possibile. Iniziamo almeno con qualche momento contro corrente: andiamo con calma. La fretta spesso porta ad irrigidirsi e quale guaio una mente rigida e bloccata: non darebbe respiro all’anima!
E non è quindi un caso (non lo è mai) se il poeta francese Queneau andò a recuperare la calma della Natura, fino a percepire la calma della morte e la calma della rinascita, come a dire nuovamente che nulla si distrugge. Se solo riuscissimo tutti a percepire con calma, agiremmo con calma e vivremmo con una sana quiete che potrebbe finalmente farci gustare il tempo trascorso su questa bella Terra insieme alle persone a noi più care.
Calmo è l’albero
Calmo è l’albero che si erge diritto oppure storto
Calmo è anche l’arbusto nella sua mediocrità
Calmo è il fiero cavallo immune dal cimurro
Calo è il fungo e la moglie borracina
Calmo è il ruscello calmo anche il torrente
Calmo è il corso del tempo fissato che mi porta
Calmo il fiore che muore Calma l’erba che spunta
Raymond Quenaeu




