La Commissione europea ha cambiato il formato e l’aspetto delle etichette di efficienza energetica per sei gruppi di prodotti:
- lavastoviglie;
- lavatrici e lavasciuga biancheria
- frigoriferi, compresi i frigoriferi cantina
- lampade
- display elettronici, compresi i televisori, i monitor e i pannelli segnaletici digitali
- frigoriferi commerciali nei negozi e con funzione di vendita diretta.
Per altri prodotti, come climatizzatori, riscaldamento e caldaie, le nuove etichette saranno introdotte in seguito.
Perché cambiare le etichette di efficienza energetica?
L’etichetta energetica è stata introdotta nell’UE nel 1995. I consumatori hanno imparato a riconoscerla e a tenerne conto nel momento dell’acquisto di un elettrodomestico, con indubbi benefici sulla bolletta elettrica e per l’ambiente.
La riconoscibilità dell’efficienza energetica ha innescato un circuito virtuoso nell’industria, favorendo l’immissione sul mercato di nuovi prodotti in classi energetiche sempre più efficienti. Si è, così, arrivati alle classi più alte (A + + +, A + +, A +) generando un po’ di confusione nel mercato, perché di fatto appare in prevalenza la classe energetica più alta (A), distinta da uno o più segni (+).
Per agevolare la comprensione e il confronto tra i prodotti, l’UE ha disegnato le nuove etichette energetiche espresse in una scala da A a G.
L’importanza di migliorare la consapevolezza dei consumatori è sottolinata da un’indagine commissionata da Facile.it, secondo la quale il solo frigorifero determina fino al 15% della bolletta, ma il 69,4% degli italiani non lo sa.
Più controlli e trasparenza
Inoltre, per incrementare il controllo sulla veridicità delle etichette, è stata creata una banca dati digitale (European Product Registration Database for Energy Labelling) dei nuovi prodotti.
L’etichetta sarà “parlante”, ovvero attraverso la lettura con lo smatphone di un codice QR i consumatori potranno conoscere informazioni supplementari riguardanti il consumo elettrico, dell’acqua o rumore emesso dall’apparecchio.
Deve prestare attenzione chi vuole accedere al Bonus mobili ed elettrodomestici, che fa riferimento alla vecchia etichettatura, perché manca ancora una chiara indicazione da parte della Agenzia delle Entrate.
Secondo le stime dell’UE, i risultati attesi dalla maggiore chiarezza delle nuove etichette sono molto ambiziosi. Il migliore orientamento del mercato verso prodotti più efficienti genererà un risparmio pari a 38 TWh/anno entro il 2030, equivalente al consumo annuale di energia elettrica di un Paese europeo di medie dimensioni.
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