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Eco Lifestyle
Cibo e benessere
UNO STUDIO DELLA FAO E DELL'ISPRA

Il 34% delle emissioni di CO2 proviene dai sistemi alimentari

Il 34% delle emissioni di CO2 proviene dai sistemi alimentari

Luca Serafini Luca Serafini 12 Mar 2021

Quando si parla di cambiamenti climatici e di emissioni di CO2, il primo pensiero va alle automobili, quelle che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi e che consideriamo le principali responsabili.

Quello che dobbiamo sapere è che non sono loro le sole nemiche del Pianeta. Un nuovo studio condotto da Francesco Tubiello, statistico principale ed esperto in cambiamenti climatici presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), pubblicato dalla rivista Nature Food, ha calcolato che oltre un terzo delle emissioni mondiali di gas a effetto serra di origine antropica sono generate dai sistemi alimentari. Ovvero l’utilizzo del suolo, la produzione agricola, la refrigerazione, l’imballaggio.

Si calcola che nel 2015 le emissioni riconducibili ai sistemi alimentari abbiano raggiunto un volume pari a 18 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio equivalente, pari al 34% delle emissioni totali.

Lo studio, condotto in collaborazione con ricercatori del Centro comune di ricerca della Commissione europea con sede a Ispra, ha raccolto i dati in una banca dati, denominata EDGAR-FOOD, in cui sono state pubblicate serie storiche procedendo a ritroso fino al 1990.

Queste informazioni permettono di tracciare in maniera granulare le tendenze in corso e future, essenziali nella pianificazione di azioni di mitigazione e di percorsi di transizione efficaci verso sistemi alimentari sostenibili.

Il prossimo autunno si svolgerà un importante vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari e la banca dati EDGAR-FOOD consente di avere una panoramica più chiara e di calcolare con maggior precisione gli effetti sul clima della produzione, della distribuzione e del consumo alimentare.

Valutare l’impatto che i comportamenti dei consumatori o l’evoluzione tecnologica può avere sulle emissioni di gas a effetto serra generate dai sistemi alimentari può diventare uno strumento prezioso per i ricercatori per definire strategie di mitigazione che non si limitino semplicemente a deviare le emissioni verso altri settori.

Tra i Paesi principali emettitori nel settore alimentare ci sono, nell’ordine, Cina, Indonesia, Stati Uniti, Brasile, Unione Europea e India.

Le fasi della produzione, compreso l’uso dei fertilizzanti, sono quelle che più di tutte concorrono alle emissioni (39 % del totale). La distribuzione è responsabile del 29%, un dato che sta crescendo e che è destinato a crescere ulteriormente in futuro. Tra i gas serra, il metano (CH4) viene perlopiù generato dall’allevamento del bestiame e dalla coltivazione del riso.

Il consumo di energia è molto forte nei settori della vendita al dettaglio, dell’imballaggio, dei trasporti e della lavorazione, le cui emissioni sono in rapida crescita in alcuni Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi industrializzati aumentano, invece, le emissioni di gas fluorurati a effetto serra impiegati nella refrigerazione dal settore della vendita al dettaglio e della rete dei supermercati, le cui emissioni sono più che quadruplicate in Europa dal 1990.

Ci sono, infine, gli imballaggi, che contribuiscono per il 5,4 % circa alle emissioni globali generate dai sistemi alimentari.

 

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