Liberi mai
Orari impossibili e poi
Contrarietà
Eventi tragici
Amici che
Si servono e fuggono
In tutto ciò
La vita dov’è
E grazie a noi
Le piante non crescono
E grazie a noi
I fiumi debordano
E grazie a noi
La plastica strangolerà il mare
Un sorso di blu e vai
Un mondo tranquillo ci toccherà poi
Solidarietà, sì
Ma non si è fatta viva in giro, almeno non qui
Sarebbe bello dirsi una bugia
Che tutto fila a meraviglia, ma
Alla coscienza chi gli sussurrerà
Amica, stai morendo
Intossicata anche lei
Renato Zero, alcuni versi da Che fretta c’è
Sappiamo benissimo che è tutto collegato, qualunque cosa su questa terra ha un equilibrio e l’essere umano, incosciente, non ne tiene gran conto.
Grazie a Dio, in molti alzano la voce, si fanno sentire e si mettono in azione per una lotta molto importante, perché difendere il luogo in cui viviamo significa tutelare la vita, anche quella umana; per questo è tutto collegato.
È proprio vero che a volte la frenesia quotidiana non ci concede spazio per riflettere, per fermarci e capire chi siamo e dove andiamo, con gravi conseguenze non solo per noi, ma per tutti coloro che ci circondano e anche per la nostra amata natura.

Il testo di Renato Zero, Che fretta c’è, vuole proprio soffermarsi su questi aspetti. La vita chiede le sue verità, la vita, paradossalmente, chiede di esistere oggigiorno, perché tutti questi orari impossibili, la fretta e l’indifferenza portano ad una sterilità delle coscienze che ha raggiunto dei livelli incredibili. E siccome è tutto collegato, la pigrizia e l’indifferenza umana hanno fatto sì che le piante smettessero in qualche modo di crescere, che i fiumi debordassero dagli argini artificiali inadeguati, che la plastica strangolasse il mare.
In questi versi l’artista romano tocca delle tematiche molto attuali, come ad esempio la plastica nei mari che strangola, soffoca e ostacola tutte le creature marine, fino ad avvelenare la mano stessa che l’ha gettata nel mare, quella dell’uomo. Ma non basta lamentarsi e forse nemmeno individuare il problema e basta. Occorre proporre alternative, è necessario cercare strade nuove. Infatti Renato Zero ci suggerisce che un pizzico di solidarietà (che però non si è fatta viva in giro, almeno non qui) potrebbe iniziare a cambiare qualcosa. Essere solidale con gli altri, ci stimola ad essere solidali certamente con noi stessi ma anche in rapporto alla natura. Dobbiamo cercare di andare tutti verso questa direzione, per forza! È davvero una bugia continuare a dirsi che comunque va tutto bene, che questi problemi non toccano noi direttamente e quindi non ci riguardano; è davvero pericoloso, poiché chi avrà poi il coraggio di gridare alla coscienza che sta morendo intossicata anche lei?
Proviamo dunque a collegarci anche tra di noi, tutti dobbiamo sapere che possiamo farci qualcosa. Sempre!
Ed ora … buon ascolto!
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