In attesa dell’inizio della COP26 di Glasgow sul clima, si è svolta in Cina, a Kunming, un’altra importantissima Conferenza delle Parti dell’ONU, la COP15, dedicata agli interventi in difesa della biodiversità (Conference of the Parties to the Convention on Biological Diversity).
L’attenzione mediatica non è stata probabilmente al pari con l’importanza dell’evento, nel corso del quale sono intervenuti il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente russo Vladimir Putin e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, oltre al presidente cinese Xi Jinping che ha fatto gli onori di casa.
Lo stesso Xi Jinping è stato il primo a sostenere un impegno concreto, annunciando che la Cina assumerà la guida e contribuirà con 1,5 miliardi di yuan all’istituzione del “Fondo per la biodiversità di Kunming”.
La Dichiarazione adottata a Kunming, dal titolo “Ecological Civilization: Building a Shared Future for All Life on Earth” (Scarica qui il documento integrale), è il risultato del vertice dei Capi di Stato e di governo dopo la prima parte della COP15 e vuole dimostrare la volontà politica dei Governi di affrontare la crisi della biodiversità.
Lin Li, Direttrice Global Policy e Advocacy del WWF Internazionale, ha commentato: «L’annuncio del Fondo Kunming per la Biodiversità, con 1.5 miliardi di yuan a sostegno della protezione della biodiversità nei Paesi in via di sviluppo, mostra che la Cina sta assumendo un ruolo di leadership. Finanziamenti a sostegno della protezione e del ripristino della biodiversità sono essenziali, ma occorre anche un cambiamento radicale nella nostra relazione con lo sfruttamento della natura. Il ruolo della presidenza cinese è ora quello di incoraggiare i Paesi ad adottare un accordo finale ambizioso nel 2022, spronando tutti i leader a mostrare la propria volontà politica di invertire la perdita di biodiversità e assicurare un mondo nature-positive entro il 2030.
Durante il vertice, numerosi leader hanno evidenziato la connessione tra crisi climatica e della biodiversità e l’importante opportunità di affrontare entrambe attraverso azioni congiunte. Il presidente Macron ha invitato tutti i Paesi e le Istituzioni Internazionali a garantire che il 30% dei fondi per il clima venga utilizzato a sostegno della biodiversità.
Si tratta di negoziati cruciali per la tutela della natura, strettamente collegati alla COP26 sul clima. La Conferenza di Kunming è stata soprattutto protocollare, ha segnato il passaggio di presidenza della COP15 dall’Egitto alla Cina, con il lancio di nuovi negoziati.
L’iter di confronti e trattative porterà alla seconda fase del vertice, prevista dal 25 aprile all’8 maggio 2022, nel corso della quale i governi prenderanno impegni formali in materia di tutela della biodiversità.
La seconda sessione della COP15 sulla biodiversità si terrà sempre a Kunming, tra aprile-maggio 2022, e culminerà con l’adozione del nuovo Quadro Globale per la Biodiversità, che sostituirà gli “Obiettivi Aichi per la biodiversità, scaduti nel 2020.
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