Applicando una nuova tecnica di imaging, un team internazionale di ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OV) e della Johannes Gutenberg University di Magonza (Germania) ha ricostruito le strutture e i processi profondi del vulcano campano. Analizzando il “rumore” acquisito dalle stazioni sismiche in superficie si è giunti a una migliore interpretazione dei processi vulcanici che interessano i Campi Flegrei.
Lo studio “Fluid migrations and volcanic earthquakes from depolarized ambient noise” è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

Il bacino idrotermale profondo localizzato nella porzione centrale della caldera e ricostruito nel periodo 2011-13 come un’anomalia a bassa velocità sismica (colori chiari, delimitato dalla curva bianca tratteggiata). Lo studio conclude che questo bacino si è espanso negli anni seguenti, incrementando la pressione laterale e diventando una concausa della sequenza sismica del 2019-20. © INGV-OV
«I fluidi profondi – spiega Simona Petrosino, ricercatrice INGV – possono indurre terremoti e per comprendere meglio i loro processi di migrazione il team di studio ha messo a punto un nuovo metodo applicato ai Campi Flegrei. Questa tecnica ha permesso di “seguire” i fluidi impiegando diversi intervalli temporali (da poche ore ad anni) di registrazioni del rumore sismico».
I ricercatori hanno utilizzato il “disturbo” che questi processi causano sul rumore generato dagli oceani e dall’attività atmosferica, continuamente registrato in ambienti vulcanici.
I ricercatori hanno analizzato i dati del rumore registrati nell’ultimo decennio osservando le variazioni a partire dal 2018, quando fluidi profondi hanno raggiunto il sistema idrotermale superficiale. Queste migrazioni, secondo gli autori, sono state la probabile causa dei terremoti che hanno colpito la caldera dalla fine del 2019.
Un contributo che potrà essere utile in futuro per affinare gli strumenti di previsione e prevenzione di protezione civile ma che al momento non ha alcuna implicazione diretta su misure che riguardano la sicurezza della popolazione.
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