I pulcini maschi sono considerati come uno scarto dall’industria delle uova perché inutili allo scopo e del pollame, in quanto le razze delle galline ovaiole non utilizzabili nemmeno nell’allevamento rispondono ai requisiti richiesti per i polli da carne. Comunque la si guardi il pollo, l’animale più allevato e macellato al mondo, è sempre considerato come un prodotto, con una breve vita e un prezzo alla vendita molto basso.
Finalmente la Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento che prevede il divieto di abbattimento dei pulcini maschi dal 2026. L’emendamento è stato presentato dall’onorevole Francesca Galizia e ha avuto il sostegno di molte forze politiche. Ora manca solo la conferma definitiva al Senato, prevista per l’inizio del 2022.
Si tratta di un risultato storico che arriva dopo un lungo lavoro di Animal Equality e all’impegno preso anche da Assoavi, i rappresentanti dei produttori di uova in Italia e che già nel 2020 si erano impegnati per mettere fine quanto prima a questa pratica crudele.
Il divieto arriva sulla scia di quanto annunciato da altri Paesi europei come Francia e Germania.
Le moderne tecnologie possono arrivare a sessare le uova, senza necessità di far nascere i pulcini maschi, riducendo così la crudeltà nell’industria del pollame. In realtà sono molte le cose che i consumatori di derivati animali non vedono e sulle quali sono sempre scarsamente informati. Nonostante sia sempre più alta l’attenzione per le condizioni in cui vengono sfruttati gli animali negli allevamenti intensivi, il marketing è sempre molto sollecito nel creare messaggi rassicuranti sulle condizioni di allevamento degli animali, presentando condizioni di vita che non corrispondono esattamente a quanto avviene in realtà negli allevamenti intensivi.
La Commissione UE ha lanciato un’iniziativa pubblica per eseguire un controllo di adeguatezza delle norme vigenti sul benessere degli animali. Sarà importante riuscire ad ottenere un cambiamento dei regolamenti europei per arrivare a limitare sempre più la sofferenza degli animali negli allevamenti, ma anche nei trasporti e in tutte le operazioni di commercializzazione.
«La Camera dei deputati ha compiuto una scelta di responsabilità e rispetto nei confronti di animali, esseri senzienti, che non possono più essere solo considerati scarti industriali. L’uccisione selettiva dei pulcini maschi che avviene ogni giorno nell’industria delle uova non può essere ancora considerata la normalità e oggi il Parlamento ha scelto di sostenere la nostra proposta che segue le linee dettate anche dell’Unione europea in materia di benessere animale» ha commentato Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.
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