L’uomo ha sempre avuto il desiderio di soddisfare ogni sua curiosità, di svelare ogni mistero e di raggiungere qualunque angolo della Terra. Non sempre, grazie a Dio, per sfruttare economicamente delle risorse o per disintegrare la biodiversità di un luogo specifico. A volte per poter conoscere, proteggere, toccare con mano e ammirare.
Sicuramente l’essere umano ha la tendenza a raggiungere qualunque luogo o realtà che lo circondi, abitato o no, lui deve arrivarci. Alle volte ci possono essere conseguenze positive, altre volte negative.
Il poeta Heinrich Heine in pochi versi tenta di ripercorrere questo aspetto dell’umanità, individuando però solo nelle stelle un punto inarrivabile.
Stelle prudenti
Tra i fiori il piede arriva troppo facile,
e i più sono calpestati;
noi via passiamo, ed essi tutti cadono,
superbi o delicati.
Negli scrigni del mare si nascondono
le perle; ma sappiamo
scoprirle, le foriamo, e poi nel serico
vezzo le imprigioniamo.
Le stelle son prudenti: esse rifuggono
dal nostro mondo ingrato,
e per sempre al sicuro in cielo splendono,
lanterne del creato.
Heinrich Heine
Il passaggio dell’uomo non lascia indifferente la Natura, ad ogni azione corrisponde una reazione: i fiori non hanno scampo, ad esempio, al passaggio dell’uomo, perché i suoi piedi li raggiungono facilmente e senza nemmeno accorgersi, con una scarpa si distruggono e così noi passiamo per la via ed essi tutti cadono, che siano magnifici, resistenti o delicati.
L’uomo riesce a raggiungere anche le profondità dei mari, rubarne i tesori per poi vantarsi addobbando il proprio corpo, proprio come le perle.
Le stelle però, secondo il poeta, sono molto più prudenti, poiché si tengono a debita distanza dall’uomo; anzi, lo rifuggono, dal momento che sono consapevoli che il nostro sia un mondo ingrato. Purtroppo le conseguenze che sono sotto agli occhi di tutti oggi, nel 2021, non possono che confermare questo pensiero.
Troppe volte l’uomo ha abusato dei doni della Natura, deturpandola ed offendendola; non bisogna quindi stupirsi se essa tenta di riprendere sempre i suoi spazi, le sue libertà, la sua vita. Ben venga che il cucciolo di capriolo fugga dal turista curioso; ben venga se il cinghiale si mostra minaccioso; ben venga che un merlo si mostri diffidente. Se il prezzo da pagare per poter salvare la Natura è poter osservare gli animali da lontano, in silenzio, senza aver nemmeno un contatto fisico, allora è un bene. Proprio per evitare questo, le stelle sono prudenti; proprio quelle stelle che ci illuminano i sogni, che ci ispirano i desideri, che guidano (o guidavano) i viandanti nella notte fonda, rimangono sempre al sicuro in cielo e splendono, lanterne del creato. Fino a quando però potranno dirsi sicure? Si spera il più a lungo possibile.
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