Durante le operazioni di pesca professionale, ogni anno in Europa 200mila uccelli marini sono vittime della cattura accidentale (bycatch).
Per ridurre il bycatch, la Lipu-BirdLife Italia lancia oggi, in vista della Giornata del mare di lunedì 11 aprile (#giornatadelmare) la campagna #stopbycatch che prevede una raccolta dati su questo gravissimo fenomeno e chiede l’applicazione di misure di mitigazione che riducano, o azzerino, l’impatto delle attività di pesca professionale sulle specie marine vulnerabili.
La campagna, avviata nell’ambito del progetto internazionale “Medbycatch – Understanding mediterranean multi-taxa bycatch of vulnerable species and testing mitigation” finanziato dalla Fondazione Mava e coordinato da BirdLife Europe & Central Asia, coinvolge cinque Paesi affacciati sul Mediterraneo.
Oltre l’Italia, ci sono il Marocco, la Tunisia, la Turchia e la Croazia. Un progetto di cui la Lipu, insieme a WWF Italia, è partner italiano.
Le soluzioni ci sono, applichiamole!
Alcune soluzioni tecniche hanno dimostrato di essere efficaci nel ridurre il bycatch di alcune specie:
- Nei palangari, l’utilizzo di ami circolari, in sostituzione agli ami tradizionali “a J”, riduce la cattura accidentale di tartarughe marine e la mortalità diretta di alcuni squali e razze.
- Apposite funi “scaccia uccelli” sembrano per lo più ridurre le catture accidentali di uccelli marini. Nel caso delle reti a strascico, l’inserimento di una griglia di esclusione riduce il bycatch di tartarughe marine e alcune specie di squali e razze.
- Calando i palangari di notte, quando gli uccelli sono meno attivi, riduce il bycatch.
- Calare i palangari di giorno, con pochi (o senza) pesi e utilizzando il pesce come esca, causa un rischio massimo di catture accidentali. © Lipu
- Se aggiungiamo dei pesi alla lenza, essa affonda più velocemente e le esche sono meno accessibili agli uccelli, migliorando così la situazione. © Lipu
- Se poi, oltre ad aggiungere pesi, si calo il palangaro di notte, quando gli uccelli sono meno attivi, il rischio di catture si riduce notevolmente. © Lipu
- Infine, se si usano esche che non sono molto attraenti per gli uccelli, come granchi, gamberi o polpi, gli uccelli tendono a ignorarle, salvandosi. © Lipu
«La necessità di ridurre il bycatch è da tempo ampiamente riconosciuta – spiega Giorgia Gaibani, responsabile Difesa del territorio e Natura 2000 della Lipu-BirdLife Italia – tanto che l’Unione europea ha emanato diverse misure e regolamenti, fino alla Strategia Ue sulla biodiversità per il 2030, che prevede l’eliminazione, o la riduzione ai livelli minimi, delle catture accidentali. Purtroppo, però, gli obiettivi sono ben lontani dall’essere raggiunti. Con la campagna che lanciamo oggi chiediamo che al più presto vengano colmate le lacune di dati e informazioni riguardanti il bycatch delle diverse specie minacciate del Mediterraneo e che vengano messe in atto le misure di mitigazione adatte a ridurre le catture accidentali».
I dettagli della campagna su www.lipu.it/stopbycatch e sulla pagina Facebook dell’associazione.
Uccelli, delfini, tartarughe le specie più minacciate
Tra le specie più a rischio bycatch ci sono uccelli marini, delfini, la tartaruga marina Caretta caretta e alcune specie di squali e di razze, così come numerose specie di coralli e di spugne. Nel caso degli uccelli, le specie maggiormente minacciate dagli attrezzi da pesca sono la berta maggiore, la berta minore, il gabbiano corso e il marangone dal ciuffo.
Queste specie rimangono vittima di alcuni attrezzi nel tentativo di predare le esche degli ami dei palangari o nel catturare piccoli pesci impigliati nelle reti da posta.
Progetto MedBycatch: il salvataggio di una berta intrappolata in un palangaro
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