Nell’anno internazionale della piccola pesca, il WWF crede nel futuro sostenibile della pesca locale e nelle opportunità per sviluppare un’economia blu in tutto il Mediterraneo.
La tradizione e la cultura delle regioni mediterranee non possono prescindere dal ruolo dei pescatori artigianali, che oggi più che mai hanno un ruolo importante per la salvaguardia ambientale di uno dei mari più in crisi del Pianeta, perché nessuno come loro può porsi in equilibrio tra tradizione e innovazione.
Anno Internazionale della Pesca Artigianale e dell’Acquacoltura
Nel Mar Mediterraneo il 75% degli stock ittici è sovrasfruttato, ossia pescato più velocemente delle proprie capacità di rigenerarsi. Nell’Anno Internazionale della Pesca Artigianale e dell’Acquacoltura, dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il WWF punta i riflettori sulla piccola pesca costiera, uno dei temi più importanti all’interno della campagna GenerAzione Mare.
Con il progetto “Pescare Oggi per Domani”, il WWF ha promosso un approccio di cogestione che valorizza il ruolo e il contributo dei pescatori artigianali, degli enti di ricerca, delle Aree Marine Protette e delle autorità locali. Attraverso la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti si possono identificare soluzioni condivise per una pesca locale più sostenibile a livello ecologico e socio-economico.
I numeri della pesca artigianale
Nel Mediterraneo e nel Mar Nero le attività di piccola pesca costiera, che coinvolgono piccole imbarcazioni con un ridotto livello di catture al giorno, rappresentano l’83% delle flotte totali e danno lavoro a circa 127mila addetti. Si tratta di attività a gestione familiare che sostengono intere comunità. La piccola pesca costiera trasmette di generazione in generazione le conoscenze e le buone pratiche e, se ben gestita, può avere un impatto relativamente ridotto sull’ambiente. Inoltre, garantisce quella stagionalità che oggi i consumatori cominciano a richiedere e che il mercato della grande distribuzione non rispetta.
«Riteniamo che questo sia il modo più efficace per ripristinare gli stock ittici, proteggere la biodiversità marina e garantire migliori mezzi di sussistenza per i pescatori del Mediterraneo e le loro famiglie» afferma Giulia Prato, responsabile Mare del WWF Italia.
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