Penso che in questi giorni saranno centinaia gli scritti dedicati a Piero Angela. D’istinto verrebbe voglia di lasciare alle penne dei migliori giornalisti e scrittori il saluto al nostro più famoso divulgatore scientifico televisivo, ma i temi che con i suoi grandi Quark e Super Quark trattava sono spesso vicinissimi a quelli che la nostra casa editrice tratta da oltre due decenni e non ci si poteva esimere dal ricordarlo e salutarlo.
Ma, nel farlo, non voglio raccontare quello che ha realizzato con grande competenza e professionalità nella propria vita lavorativa, è noto a tutti e tutti ne parlano.
Quello che Piero Angela ci ha lasciato è qualcosa di più grande, è la sua figura, la sua umiltà, la sua competenza, la gentilezza e morbidezza nel porsi di fronte a noi che lo ascoltavamo e agli ospiti che intervistava.
Era di quelle figure che entrano in casa perché di casa, che non si allargano, non eccedono nel mostrarsi, non partecipano smaniose di dire la propria verità nelle trasmissioni più disparate.
In un’intervista trasmessa ieri sera, non ricordo su quale canale, Angela parlava di suo padre che gli aveva insegnato “il valore dell’onestà, il senso del dovere, il coraggio di fare le cose che si vogliono fare”. E mi permetto di aggiungere un’altra importante qualità che lo ha certamente caratterizzato in quell’incredibile carriera lunga 70 anni: l’equilibrio.
Ricordo quando mia madre mi disse di tener sempre presente che l’equilibrio è fondamentale in tutto quello che si fa.
Piero Angela era un uomo equilibrato, non divisivo. Non a caso finalmente la voce della politica ha lanciato messaggi all’unisono, ha rimpianto un uomo di valore in senso assoluto e non ha cercato di etichettarlo a proprio vantaggio: fatto più unico che raro.
Per Edinat, Angela è stato e resterà un alto esempio da seguire, sotto il profilo professionale e umano.



