L’amicizia e l’amore sono sentimenti smisurati. Si possono amare esseri immensi: come le montagne o come il mare, con lo stesso amore che si prova per una donna e l’amicizia che si prova per un uomo. E si può essere amati da loro. È la nostra benedizione. Nel più buio abisso delle nostre agitazioni, ci rimane questa certezza e, anche nei momenti in cui è la sola, è sufficiente per confermarci la nostra grandezza.
Jean Giono, Melville, un romanzo

Jean Giono.
Spesso capita di ritenere che i sentimenti, così come li concepiamo, possano essere provati solamente dagli esseri umani; da secoli molti sostengono che non sia affatto vero. Anche le altre creature sono in grado di ricambiare a modo loro quello che noi consideriamo affetto. L’amore è una forza universale, ma non solo nel senso che è sempre valido, ma perché è insito in ogni cosa, in ogni piega del Creato e perciò dovrebbe essere naturale provarlo per qualunque essere che come noi vive, qui ed ora con noi, ma anche nel tempo e nello spazio infiniti dell’Universo.
Per questo Giono specifica che amore e amicizia sono sentimenti smisurati, totalmente senza misura (l’amore in realtà dovrebbe essere sempre senza misura). Lo scrittore francese compie un passo ulteriore, poiché non si sofferma al lato umano di tali sentimenti, va oltre, li concretizza nel mondo. Infatti sostiene che in verità è possibile rivolgere l’amore ad esseri immensi e porta come esempio le montagne e il mare. Sono due luoghi, ovviamente, ma in se stessi contengono milioni e milioni di vite; in questo modo si abbracciano tutte le creature. E poi, in fondo, possiamo anche amare dei luoghi; l’amore non ha regole, a parte il donarsi.
Inoltre, in queste poche righe, Giono evidenzia il rapporto simbiotico che dovremmo cogliere e assaporare, perché se io amo la montagna e il mare, si può essere amati da loro. Si chiama reciprocità. Ovviamente da parte nostra si deve essere accoglienti, tenere le braccia aperte, avere uno sguardo amorevole verso ciò che ci circonda per poter essere pronti a ricevere l’amore che noi versiamo verso il mondo. Questa, sottolinea lo scrittore, è una benedizione. Pensiamo alla grazia e alla fortuna di poter percepire l’amore che una foresta prova nei nostri confronti mentre passeggiamo all’ombra dei suoi alberi. Non è fantasia, ma realtà; occorre solo avere la giusta dose di percezione e una buona predisposizione all’ascolto.
Infine Giono pone al centro della sua riflessione il fatto che questo scambio di amore sia una certezza nella vita. Viviamo anche noi in un’epoca dove le certezze sono nascoste, a volte volutamente. Scoviamole! Una può essere senz’altro questa: quand’anche i tuoi simili non ricambino l’amore che provi, guarda il mondo in cui vivi, guarda la bellezza della Natura! Essa ti ama. Questo fatto dà un sapore talmente differente alla vita che sarà inevitabile continuare ad amare tutti, tutte le creature; soprattutto sarà sufficiente per confermarci la nostra grandezza.
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