A Montreal per la COP 15 si discute su come arrestare il drammatico declino di biodiversità nel mondo e ridurre la perdita di specie ed ecosistemi.
Ma nella UE, Italia compresa, continuano le sovvenzioni per l’utilizzo della biomassa forestale a fini energetici, distruggendo così foreste, habitat, piante e animali, oltre ad aggravare la crisi climatica.
La denuncia viene da Green Impact – l’associazione italiana che fa parte di una coalizione di più di 100 associazioni europee (Forest Defenders Alliance) che si batte per escludere la biomassa forestale dalla Direttiva UE sulle energie rinnovabili.
Secondo il Report di Trinomics (Study on energy costs, taxes and the impact of government interventions on investments in the energy sector), in Europa nel 2020 i sussidi pubblici agli impianti a biomassa stanno alimentando la perdita di biodiversità e l’aumento delle emissioni di CO2.
Elettricità e calore bruciando foreste
Il Report prodotto dal Trinomics analizza i sussidi forniti al settore della biomassa solida ad impianti di produzione di elettricità e di calore nel periodo 2019-20 da 12 Stati dell’Unione Europea, inclusa l’Italia.
Nel 2020, i 12 Stati hanno investito cumulativamente più di 7 miliardi di Euro per generare energia elettrica e calore utilizzando la biomassa solida, in crescita del 27% rispetto al periodo 2015- 2020.
La maggior parte della biomassa solida consumata nell’UE è di origine forestale e, quindi, i sussidi hanno direttamente contribuito alla distruzione delle foreste, della biodiversità, di habitat, flora e fauna nell’ Unione Europea e in Stati terzi da cui è stata importata la biomassa.
Inoltre, tali sussidi hanno contribuito al rilascio in atmosfera di emissioni clima-alteranti dato che le emissioni da biomassa forestale producono più CO2 delle fonti fossili.
«In pratica tali finanziamenti pubblici stanno alimentando la perdita di biodiversità e l’aumento delle emissioni di CO2 invece di combattere queste due drammatiche crisi ambientali, così come previsto dagli impegni vincolanti presi in sede europea e internazionale. Un vero e proprio paradosso, i sussidi dovrebbero essere devoluti alle vere fonti pulite e rinnovabili quali solare, eolico idroelettrico» sottolinea Gaia Angelini, Presidente di Green Impact.
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