Alcuni Comuni “capitali” del Carnevale, come Venezia e Viareggio, hanno dato il buon esempio: ordinanze dei sindaci vietano l’utilizzo di coriandoli in plastica e di altri prodotti similari. «La dispersione di tali prodotti su suolo pubblico – è scritto nell’ordinanza di Venezia – è causa di imbrattamento di calli, campi, strade, marciapiedi, bordi di marciapiedi, caditoie stradali, luoghi pubblici, oltre che di intasamento dei chiusini in caso di pioggia, con conseguente inquinamento ambientale, in particolare dei rii e dei canali». In modo analogo Viareggio un’ordinanza bandisce la plastica dai corsi mascherati e dalle feste rionali, confermando una scelta ambientalista già fatta in passato. Iniziative simili anche a Ferrara, Capo d’Orlando e Tropea.
Un buon esempio da seguire
Liberare la natura dalla plastica è una sfida da cogliere collettivamente se si vuole salvare la nostra salute e quella del Pianeta. A causa della continua immissione di plastica in natura, le microplastiche hanno invaso suolo, acqua e aria, risalendo anche la catena alimentare fino a noi.
Il Carnevale festeggiato senza regole e senza consapevolezza ambientale rischia di trasformarsi in un “plastic party” dannosissimo per l’ambiente. Ma senza rinunciare alla tradizione festosa, si può festeggiare il Carnevale senza lasciare troppe tracce di rifiuti inquinanti dietro di sé.
Gli accorgimenti suggeriti dal WWF
- Sostituire coriandoli e stelle filanti di plastica con prodotti fai-da-te, sminuzzando vecchie riviste, fogli o carte regalo
- Rriciclare vecchi vestiti per creare il proprio originale costume senza acquistarne di nuovi
- Truccarsi con prodotti naturali e biologici per colorare la pelle e il viso evitando i glitter. Infatti, questi ultimi sono composti da microplastiche che, una volta lavato il viso, finiscono in mare
- Per mangiare i tipici dolci di carnevale e non solo, usare stoviglie riciclabili e compostabili oppure, meglio ancora, quelle di casa poi da lavare.
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