Non è stata neppure accertata la dinamica delle ferite riportate dalla persona coinvolta nell’incontro ravvicinato con MJ5, se siano state inferte anche dall’orso oltre che conseguenza della caduta dell’uomo durante la fuga. La Provincia di Trento vuole abbattere l’orso protagonista dell’aggressione ai danni di un escursionista in val di Rabbi, in Trentino.
Prima dello scorso 5 marzo, MJ5 in 18 anni non hai mai avuto contatti con gli esseri umani, dato che conferma l’assoluta elusività dell’animale. Nonostante questo, il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha decretato la volontà di ucciderlo, considerandolo “pericoloso”.
La Lav – Lega Anti Vivisezione ha mandato una diffida legale nei confronti della Provincia, perché «il comportamento in Val di Rabbi è stata una normale reazione dell’animale conseguente alla minaccia percepita. […] Potrebbe quindi trattarsi di un “falso attacco” che giustificherebbe tutt’al più un’azione di controllo “non energica”: caso simile, dunque, a quello dell’orsa JJ4 per la quale l’Ispra aveva in passato escluso l’abbattimento». Inoltre, la decisione non è supportata da alcun tipo di istruttoria sulla dinamica dell’incidente, che dimostri la pericolosità di questo orso.
L’orso è un animale inserito nell’allegato II della Convenzione di Berna, ovvero è una delle specie strettamente protette. Nessuna evidenza giustifica l’uccisione di MJ5, che anzi risulta essere un animale protetto nel suo habitat.
Anche se fossimo di fronte, proseguono le associazioni, a un animale potenzialmente pericoloso, il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali (Pacobace) prevede tre azioni alternative tra loro:
a) intensificazione del monitoraggio (nel caso di orso già radiocollarato);
b) cattura per radiomarcaggio;
c) cattura per captivazione permanente.
Il WWF sottolinea che «Sia necessaria massima attenzione nella gestione di questo caso del quale ancora non si conoscono molti dettagli. Come ribadito nel documento di Ispra del 2021 sulla gestione degli orsi problematici, i casi di orsi che causano ferimento di persone per la prima volta, senza aver manifestato comportamenti simili in precedenza, vanno valutati attentamente caso per caso. Prima di considerare l’ipotesi di abbattimento o rimozione vanno analizzate con cautela le dinamiche che hanno portato all’attacco, compreso il comportamento della persona coinvolta, se il cane era al guinzaglio o sciolto, ecc.».
La decisione della provincia vede nettamente contrario anche Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente: «Ancora una volta la provincia autonoma di Trento prende una decisione autonoma e illegittima che non li compete. Non spetta, infatti, alla provincia decidere che tipo di intervento mettere in campo tanto meno quello di condannare a morte un orso, come sta accadendo per l’esemplare MJ5».
ULTIM’ORA
Il Trentino, Quotidiano online della Provincia Autonoma di Trento ha pubblicato poche ore fa:
Orso MJ5, le precisazioni del Servizio faunistico
«In merito ad alcune voci che stanno circolando in queste ore, si rende necessario precisare che ad oggi non è stato acquisito alcun parere di Ispra finalizzato alla rimozione dell’orso MJ5. Si fa inoltre presente che la cattura finalizzata alla sola radiocollarizzazione per il monitoraggio di esemplari problematici non necessita di ulteriori autorizzazioni rispetto a quella già in vigore per tale scopo e che il presidente della Provincia ha rilasciato con il parere favorevole di Ispra già prima dell’aggressione avvenuta lo scorso 5 marzo»
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