Non solo un sogno. DREAM sta per Diversified orchards for REsilient and sustAinable Mediterranean farming systems, un progetto di ricerca promosso da PRIMA Foundation e guidato dall’ Università di Bologna, che ha l’obiettivo di offrire agli agricoltori un agroecosistema alternativo per la produzione di frutta di alta qualità, resiliente e adatto a diverse aree.
Proprio in questi giorni, nell’Azienda agraria dell’Alma Mater, si sta mettendo a dimora un meleto sperimentale. Lo stesso in Marocco, mentre in Spagna sarà la volta di piantagioni di peri, di cui saranno monitorate l’efficienza fisiologica, produttiva e qualitativa.
Strategia contro i cambiamenti climatici
I nuovi frutteti dovranno avere varietà diverse e scalari, cioè che fioriscono e maturano in diversi momenti della stagione, così che, nel caso in cui il clima sorprenda con gelate tardive, ondate di calore o stress idrici eccessivi, il danno sia limitato solo alle piante che si trovano nella fase più sensibile. Tutto ciò per combattere le conseguenze del cambiamento climatico, dagli eventi meteo estremi alla crisi idrica.
Inoltre, per contrastare la perdita di biodiversità, saranno arricchiti da un mix di piante e fiori in grado di attirare gli insetti impollinatori e diverse specie di insetti utili. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche all’irrigazione, con sistemi innovativi, per risparmiare acqua e aumentare al tempo stesso la qualità dei frutti.
Un nuovo agroecosistema pensato soprattutto per le piccole aziende a conduzione familiare (in Europa sono circa la metà di tutte le aziende agricole), che gli studiosi si propongono di accompagnare lungo tutto il percorso, dal frutteto fino al consumatore finale, che deve essere messo in grado di comprendere il valore aggiunto della frutta che cresce in queste piantagioni con adeguate strategie di marketing.
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