L’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, l’Università di Parma e il Parco del Ticino hanno lanciato il progetto “Adotta lo Storione”, affiancato da una serie di attività didattiche e da un monitoraggio scientifico di storioni (Acipenser naccarii).
Il progetto si configura come un’azione pilota della Riserva MAB UNESCO Po Grande sull’educazione e sensibilizzazione delle comunità rivierasche e dei giovani sugli ecosistemi fluviali, utilizzando un animale simbolo del “Grande Fiume”: lo storione cobice (Acipenser naccari).
Gli oltre 300 studenti che hanno aderito all’iniziativa hanno prima partecipato a una formazione in classe. Poi hanno “adottato” dei giovani storioni da rilasciare in natura sul Po durante un ciclo di escursioni didattiche.
In occasione di queste uscite sul fiume, i ragazzi, insieme agli esperti dell’Università di Parma e del Parco del Ticino, marcano, danno un nome e rilasciano in Po esemplari di storione cobice, dei quali potranno seguire gli spostamenti attraverso un sito web dedicato.
Le migrazioni degli storioni
Attraverso micro transponder passivi sottocutanei (PIT tags) applicati agli storioni, i ricercatori dell’Università controlleranno le migrazioni degli storioni attraverso appositi sistemi di antenne che ne rilevano gli spostamenti.
«Il Parco del Ticino mantiene ormai da anni una continuità d’azione per la conservazione dello storione cobice attraverso l’allevamento della specie, il monitoraggio e le azioni di sensibilizzazione sul pregio naturalistico di questo animale» ha dichiarato il consigliere delegato del Parco del Ticino, Francesca Monno.
In questa occasione i ragazzi hanno avuto l’opportunità di conoscere sul campo non solo gli storioni, ma anche le anguille del progetto LIFE LIFEEL.
La faunista del Parco del Ticino ha infatti illustrato ai ragazzi le finalità del progetto LIFEEL e la storia dell’avventuroso viaggio delle anguille fino al Mar dei Sargassi.
Un altro momento da ricordare ha visto protagonista un’anguilla salvata in gennaio durante la crisi idrica invernale e stabulata per qualche tempo nell’incubatoio ittico in “Fagiana”. L’anguilla rinvenuta nello stagno in asciutta a Bernate Ticino e salvata grazie alla collaborazione fra il proprietario dello stagno, i tecnici e i Volontari del Parco del Ticino, è stata marcata in presenza dei ragazzi delle scuole e restituita in natura al fiume.
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