Si trovavano in fin di vita in uno stagno ormai prosciugato. Sono stati avvistati da un cittadino, che ha segnalato l’emergenza al Settore Fauna del Parco del Ticino. Così sono stati salvati decine di pesci, far cui anche un’anguilla pronta a migrare verso l’Adriatico.
Sempre più spesso, negli ultimi mesi, il Parco del Ticino riceve dai cittadini segnalazioni di morie di pesci lungo il sistema di canali secondari, di rogge e di piccoli invasi seminaturali che caratterizzano la valle del Ticino e che sono alimentati dal Naviglio Grande.
Questo complesso e articolato sistema resta privo d’acqua durante il periodo di asciutta programmata per consentire le opere di manutenzione al Naviglio stesso. Il fenomeno è ricorrente e noto a tutti, ma quest’anno, dopo la persistente siccità estiva del 2022, l’allarme nel territorio sta crescendo e ogni giorno l’Ufficio faunistico dell’Ente magentino raccoglie gli appelli preoccupati degli agricoltori e degli abitanti della Valle del Ticino.

I pesci che da molti anni vivevano nello stagno ormai prosciugato stavano morendo. © Simone Macchi
Mai, in cinquant’anni, una situazione così grave
«Qualche giorno fa ci ha chiamato un simpatico e cortese cittadino di Bernate Ticino per chiedere aiuto al Parco, in quanto il suo piccolo stagno ornamentale, alimentato dalla falda nei pressi del Naviglio Grande, era ormai praticamente prosciugato e i pesci che da molti anni vivono nello stagno stavano morendo» racconta la responsabile del Settore Fauna del Parco del Ticino, Monica Di Francesco.
I tecnici e alcuni volontari del Settore Fauna hanno deciso di adoperarsi per traslocare e salvare gli esemplari e, armati di guadini, sono giunti sul posto e hanno trovato pesci boccheggianti in uno stagno ridotto a una pozza fangosa con il proprietario dello stagno, affezionato ai suoi pesci, che confermava, afflitto, di non aver mai visto nulla di simile in cinquant’anni!».
In particolare è stata trovata e salvata una bella anguilla allo stadio adulto, potenzialmente pronta a migrare verso l’Adriatico per affrontare il suo lungo viaggio fino al Mar dei Sargassi.
L’intervento immortalato dall’obiettivo di Simone Macchi, giovane fotografo naturalista che sta svolgendo il servizio civile proprio al Parco.
Un segnale importante in tempi di crisi idrica
«Che il Parco del Ticino sia molto più di un semplice ente, ma una comunità fatta di passione quotidiana per la natura e l’ambiente, lo dimostra il gesto dei tecnici e dei volontari che insieme, grazie a una preziosa segnalazione, hanno consentito di salvare dei pesci e un’anguilla» dice Francesca Monno, consigliere del Parco.
Il Parco del Ticino è partner del progetto LIFE LIFEEL per la conservazione dell’anguilla europea (Anguilla anguilla) nel bacino del Mediterraneo.
LIFEEL è il primo progetto di conservazione dell’anguilla europea concepito a scala dell’intero bacino del Fiume Po e risponde alle grandi minacce che affliggono la specie, dalla frammentazione del reticolo idrografico, alla pressione di pesca sui riproduttori per il consumo umano e sui giovani per l’acquacoltura. Tra gli obiettivi operativi del progetto ci sono la riapertura delle rotte di migrazione per l’anguilla e il conseguente recupero dell’areale in quella parte di acque interne che mantengono caratteristiche idonee alla specie.
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