In generale, per non distruggere le covate di uccelli nel periodo di nidificazione, da aprile ad agosto bisognerebbe rinunciare alle potature e ai lavori forestali nei boschi. Il problema non è costituito solo dai nidi, uova e pulli che cadono vittime dei lavori forestali, ma anche dal fatto che, a causa dei disturbi provocati da queste attività umane, gli uccelli abbandonano le loro covate o non iniziano nemmeno a nidificare.
Il problema non riguarda solo la gestione e la manutenzione delle vaste aree boschive, ma coinvolge anche tutti quei cittadini che hanno un giardino, anche piccolo, presso la propria abitazione.
I Comuni in molte Regioni d’Italia o gli amministratori di condominio sollecitano i proprietari dei giardini a potare le siepi che affacciano sulle strade o in aree comuni in primavera e in estate. Il problema è che da aprile ad agosto alberi e siepi ospitano numerosi uccelli intenti a nidificare e ad allevare i loro piccoli e le potature e gli sfalci effettuati in piena stagione riproduttiva feriscono o lasciano senza riparo i piccoli non ancora in grado di volare.
Specialmente nelle aree rurali e lungo i fiumi, nei cespugli si riproducono alcune specie di volatili come germani reali, tuffetti, cannaiole, gallinelle d’acqua e usignoli di fiume.
Distruggere o danneggiare i nidi intenzionalmente e disturbare la fauna selvatica durante il periodo della riproduzione è vietato e punito con sanzioni penali e amministrative. Ma talvolta sono proprio i Comuni a violare queste norme o addirittura i loro stessi Regolamenti. Spesso si tratta di potature estreme, le cosiddette “capitozzature”, che le ditte incaricate eseguono tagliando in maniera eccessiva mettendo in pericolo anche la vita degli alberi.
Sono tutelati anche i nidi di rondini, rondoni e balestrucci anche se i nidi sono in grondaie, sottotetti, cavità nei muri. Nel periodo di nidifidicazione è dunque vietato distruggere anche questi nidi costruiti in immobili privati o pubblici.
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