Non vorrei che dalla foto possiate supporre che voglia dedicarmi a spettacoli circensi! Lungi da me, alla mia non più giovane età, un simile pensiero. Ma l’immagine rende l’idea di quanto possa essere pericoloso ascoltare la musica pedalando.
Io sono cresciuto ascoltando il favoloso rock degli anni ’70, quando gli impianti stereo erano obbligatoriamente HI-FI e per comprare una coppia di altoparlanti ci voleva un pingue conto in banca e un ingegnere per trovare la giusta posizione per piazzarle in casa! Tutto questo per spiegare che sono un po’ pignolo nell’ascolto della musica: di conseguenza anche in bicicletta non sentirei mai una canzone con un auricolare solo in un orecchio per carpire, con l’altro, che cosa mi sta capitando intorno.
I normali auricolari uniti da un filo e collegati al cellulare con spina e cavo sono ormai in disuso, sostituiti da piccoli capolavori di tecnologia, direttamente inseriti nell’orecchio, che funzionano senza collegamenti alla fonte, via Bluethoot, dotati di filtro per ridurre tutti i rumori esterni.
Come sempre la sofisticazione tecnologica ha i suoi costi non soltanto economici:
per usare gli auricolari, in sicurezza, in bicicletta, bisogna disporre di grande attenzione e raziocinio.
Per prima cosa, adoperarli soltanto quando le condizioni lo permettono: strade poco trafficate e lontane da centri abitati. Mantenere sempre alto il livello di attenzione per non compiere nessuna manovra o variazione di traiettoria in automatico o senza essersi prima voltati per dare una rapida occhiata dietro o intorno.
Quelli della foto sono gli auricolari che uso attualmente. Producono un suono perfetto, nitido e con bassi potenti, un deciso abbattimento dei rumori circostanti. La durata della batteria copre abbondantemente la necessità giornaliera. Sono piuttosto leggeri. Ma ciò nonostante il problema più ricorrente e riuscire a fissarli stabilmente nel padiglione auricolare senza perderli durante la pedalata. Proprio ieri, soffiandomi il naso, l’auricolare destro mi è caduto nell’erba alta a bordo strada e ho perso quasi un’ora per scovarlo. Devo capire se funziona un sistema tecnologico per ritrovarli mediante App dedicata e cellulare. In alternativa si può reperire in commercio un laccetto per congiungere questi dispositivi dietro al collo.
Soluzione utile, ma ridicola, dopo aver speso un sacco di soldi per comprare auricolari senza filo!
Un’altra possibilità è quella di posizionare i cinturini di tenuta del casco facendoli passare sopra l’orecchio, ma anche questa banale soluzione è causa di problemi d’ascolto e di funzionalità dei tasti degli auricolari.
Nelle mie lunghe pedalate solitarie, alla ricerca di nuovi percorsi, gli auricolari e la musica che da essi ascolto, sono una grande compagnia e un valido passatempo, oltre a scacciare parte del senso di fatica, ma mi espongono a qualche pericolo in più o a brutte figure, per esempio quando non mi accorgo di un’auto che arriva alle mie spalle. Ormai mi sono abituato e, anche in caso di sorpresa improvvisa, so limitare le mie reazioni e pedalo sempre stando il più accostato possibile al margine della strada.
Se esco con la bicicletta in compagnia, non uso mai le cuffie, ma preferisco essere costantemente in contatto di voce con chi ho intorno. Il tempo passa comunque, sono più attento e riservo maggiori attenzioni a chi mi accompagna.
Quando dimentico gli auricolari a casa, oppure li spengo se non funzionano perfettamente, scopro con piacere il gusto che si prova ascoltando il silenzio, suono introvabile per chi abita in città; oppure mi delizio cogliendo il breve canto di qualche uccellino nei dintorni o il fruscio delle foglie al vento. Così mi accorgo che la vita è bella comunque!
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