I pannelli solari sono una delle soluzioni cruciali per ridurre le emissioni di CO2 nella produzione di energia. Tuttavia essi hanno una durata di vita massima di circa 25 anni. Non solo, nuovi modelli più efficienti si presentano continuamente sul mercato, e può risultare più conveniente sostituire i pannelli solari che hanno solo 10 o 15 anni con versioni più aggiornate.
Si stima che nel mondo sia stata installata più di un terawatt di capacità solare, l’equivalente di circa 2,5 miliardi di pannelli solari, e la capacità di generazione di energia solare a livello mondiale è cresciuta del 22% nel 2021.
Combinando i due dati, è facile prevedere che attorno al 2050 ci sarà un picco di pannelli solari obsoleti e dismessi da smaltire, con più di 200 milioni di tonnellate a livello globale. Per comprendere il dato, si consideri che il mondo produce un totale di 400 milioni di tonnellate di plastica all’anno.
Se si vuole evitare una catastrofe ecologica, è imperativo preparare fin d’ora le norme e le infrastrutture specializzate per rottamarli e riciclarli. Però, siccome fino a poco tempo fa non c’erano molti rifiuti di questo tipo da trattare e riutilizzare, a oggi esistono poche strutture per il riciclaggio dei pannelli solari.
Una fonte preziosa di materie prime seconde
I pannelli solari dismessi, infatti, sono una fonte preziosa di materie prime seconde e possono essere riciclati fino al 99%.
Per esempio, oltre a riciclare le superfici in vetro e i telai in alluminio, si possono recuperare quasi tutti i materiali preziosi contenuti nei pannelli, dall’argento al rame e al silicio, materiali rari possono essere successivamente riciclati e riutilizzati per produrre nuove unità solari più potenti.
Ogni pannello solare contiene solo minuscoli frammenti di questi materiali preziosi e questi frammenti sono così intrecciati con altri componenti che, finora, non è stato economicamente conveniente separarli.
In Europa, con la Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, la UE ha affidato al produttore stesso la responsabilità dei suoi pannelli nelle fasi di fine vita, inserendo nel prezzo iniziale del bene i costi per il trattamento dei rifiuti. Gli importatori o i produttori di pannelli solari sono, quindi, responsabili del loro smaltimento quando diventano inutilizzabili. Però molti preferiscono ancora la frantumazione o la triturazione dei rifiuti, che è molto più economica del riciclo.
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