Nelle aree di montagna dove ancora le mucche brucano tranquille l’erba verde dei pascoli, il formaggio o il burro prodotti con il loro latte sono saporiti e soprattutto di colore giallo.
Ma facendo la spesa al supermercato, vediamo solo formaggi “bianchi e candidi”. Perché?
Per seguire i pregiudizi dei consumatori sull’aspetto esteriore dei formaggi, i caseifici di pianura rifiutano il latte delle aziende agricole che alimentavano le vacche con le erbe ricche di pigmenti caroteni e antociani responsabili della colorazione giallognola del latte. E così oggi le vacche sono alimentate con mais e mangimi industriali a base di soia e cereali, spesso di importazione.
Nel Parco del Ticino vi sono ancora aziende agricole che alimentano le mucche con l’erba verde dei prati e di marcite, le quali producono un latte giallognolo, caratterizzato da maggior salubrità per l’uomo, anche nei suoi derivati: formaggi, burro, yogurt, con un profilo di acidi grassi insaturi sani, Omega-3, CLA, vitamine A e E, anticolesterolici e antiossidanti.
Il Dipartimento DISAFA della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino in diversi studi, svolti anche in collaborazione con il Parco del Ticino, ha osservato come l’inserimento nella razione alimentare delle vacche da latte di foraggi prativi verdi (erba verde di prati o marcite, erba medica, insilati di erba, pascolo, …) si riflette in una maggior salubrità per l’uomo nel latte e nei suoi derivati.
Per valorizzare questo pregiatissimo latte, l’Ente Parco del Ticino ha lanciato un appello ai caseifici del territorio: “AAA… Cercasi caseifici per la produzione di formaggio giallo”.
I verdi prati del Ticino sono diminuiti e le marcite antichissime, fiore all’occhiello dell’agricoltura lombarda, ormai sono quasi scomparse. «Uno scenario anomalo che deve far riflettere sulla responsabilità che abbiamo come consumatori: una nostra errata abitudine ha cancellato in pochi decenni quello che le generazioni precedenti avevano inventato e mantenuto per secoli» spiega Claudio De Paola, Direttore del Parco del Ticino.
È necessario rivalutare una parte del nostro passato agricolo, spesso capace di coniugare produttività e sostenibilità. L’agronomo tedesco Burger nel 1843 diceva così della produzione di latte di mucca «…mentre nella parte settentrionale d’Europa noi non riusciamo al nostro scopo che usando di radici e di bevande stimolanti, e tutto questo con grande spesa, i Lombardi l’ottengono senza fatica e meglio di noi con i loro prati a marcita…».
- Il tipico formaggio giallo.
- Da Geo&Geo di RAI3, la Cascina Selva nell’aprile 2021.
«Nel Parco del Ticino alcune aziende hanno già introdotto queste forme di alimentazione verde negli alimenti per le vacche da latte e alcune di esse dispongono di un caseificio aziendale e stanno già valorizzandone gli effetti benefici su latte e formaggi: con queste aziende il Parco già collabora da alcuni anni su questi temi sia in progettualità specifiche sia con iniziative di comunicazione» aggiunge Michele Bove, Responsabile del Settore Agricoltura del Parco.
Ci sono anche altre aziende ormai pronte a introdurre questi alimenti nella razione del loro allevamento.
E allora il Consigliere Delegato all’Agricoltura del Parco, Silvia Bernini, lancia un messaggio al mondo industriale alimentare: «Cerchiamo un caseificio nel territorio del Parco o nelle immediate vicinanze, disponibile a lavorare il latte di queste aziende per produrre un formaggio giallo, dove l’erba verde torna a essere protagonista».
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